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Cronaca

Cardiologi a lavoro tra gli ospedali di Licata e Agrigento: scoppia la rivolta

A mettere la protesta nero su bianco è un gruppo di medici in servizio all'unità di emodinamica e cardiologia, che denuncia una grave disorganizzazione dell'Asp

Costretti a prestare servizio costantemente tra più strutture, con difficoltà ad organizzare il lavoro svolto e costretti a volte anche a rinviare interventi chirurgici.

Sono tante le rivendicazioni avanzata da un folto gruppo di dirigenti medici in servizio presso l’unità operativa complessa di Cardiologia ed Utic del San Giovanni di Dio che con una lunga lettera informano la città di una situazione a loro dire insostenibile.

"Negli ultimi mesi - dicono -  il nuovo direttore del dipartimento ha imbastito quello che per noi è un vero e proprio attacco frontale, disponendo ripetutamente ordini di servizio per tutto il personale medico dell'unità di cardiologia di Agrigento per la copertura dei turni presso la cardiologia dell’ospedale di Licata, in carenza cronica di personale, senza aver mai  ritenuto prima nemmeno di incontrarci. (...) Adesso restiamo sconcertati nel ricevere ogni mese questa pioggia di ordini di servizio, istituto previsto in condizioni eccezionali e non per situazioni croniche ed annose come questa, che mettono in seria difficoltà la nostra organizzazione del lavoro presso la nostra sede naturale di servizio, ovvero l’ospedale San Giovanni di Dio".

Secondo quanto denunciato, infatti, con l'attuale organizzazione si priverebbe ogni giorno l'Unità di almeno un paio di medici, con "ripercussioni pesanti sui turni del presidio di Agrigento, costringendo spesso a non poter garantire l’ampio ventaglio di servizi che tale struttura offre. Capita così - continuano - che si debba posticipare un intervento di alta specializzazione come l’impianto di correzione di un vizio valvolare cardiaco perché il medico operatore si trova impegnato a sostenere il turno di guardia cardiologica all’ospedale di Licata. Siamo sicuri che sia ragionevole una scelta del genere?".

La domanda quindi dei medici è: "Cosa si vuole fare? Depotenziare la nostra unitì di cardiologia di Agrigento, che da anni viene riconosciuta come il fiore all’occhiello di questa azienda, per mantenere i semplici turni di guardia cardiologica in un ospedale dove non c’è unità di terapia intensiva coronarica, né sala di emodinamica, né di elettrofisiologia e dove pertanto storicamente i casi gravi vengono semplicemente trasferiti presso la unità operativa di cardiologia di Agrigento? Vi comunichiamo tutto ciò in quanto da medici riteniamo nostro dovere dare conto alla popolazione di quanto sta succedendo poiché nonostante tale grave situazione organizzativa i vertici dell’azienda non si sono mai espressi  e altresì vediamo che rilasciano dichiarazioni entusiaste di aperture di nuovi servizi presso l’ospedale di Licata".

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