"Non posso venire a testimoniare se prima non faccio il test sierologico", teste chiave sarà prelevato dalla polizia

L'uomo, la cui deposizione completerà l'istruttoria del processo "Cappio", aveva già dato forfait la prima volta

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"Non è prudente, essendo venuto a contatto con diversi positivi, che venga a testimoniare senza avere prima eseguito un test sierologico". Il teste chiave del processo scaturito dall'operazione "Cappio", su un vasto giro di usura a Canicattì, prova a giustificare così la sua assenza.

L'udienza, fissata solo per la sua audizione, alla quale era stato dato il via libera in un secondo momento, va a vuoto ma il presidente del collegio Alfonso Malato non gradisce e dispone, come chiesto pure dal pubblico ministero Gloria Andreoli, l'accompagnamento coattivo "non essendo in alcun modo nè documentata nè giustificata l'esigenza di effettuare il test per la diagnosi del Covid". 

All'udienza precedente lo stesso aveva fatto sapere di essersi trasferito a Milano e non essere riuscito a fare in tempo a rientrare. Slitta ancora, quindi, dopo quasi 9 anni, dai rinvii a giudizio, la conclusione del processo. Dieci gli imputati. Si tratta di: Giuseppe Lo Brutto, 57 anni; Angelo Gloria, 57 anni; Antonio Maira, 69 anni; Giuseppe Zucchetto, 45 anni; Calogero Liuzzi, 39 anni; Ivan Sciabbarrasi, 43 anni; Giuseppe Maira, 64 anni; Antonio Gianluca Canicattì, 35 anni; tutti di Canicattì, Angelo Valletta, 65 anni, di Enna e Giuseppe Liuzzi, 37 anni, di San Cataldo.

A finire nella morsa degli strozzini sarebbero stati tre imprenditori di Canicattì, ma tra le vittime ci sono anche artigiani dell'Agrigentino, i quali avrebbero raccontato che per i prestiti di poche migliaia di euro, sarebbero stati costretti a pagare tassi di interesse oscillanti tra il 10 e il 90 per cento. 

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Si torna in aula il 16 novembre: il teste chiave sarà accompagnato in aula dalle forze dell'ordine e risponderà alle domande dei giudici, del pm e dei difensori degli imputati: nel collegio, fra gli altri, gli avvocati Calogero Lo Giudice, Giovanni Salvaggio e Santo Lucia. 

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