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"Preso con 86 chili di cannabis", giudizio abbreviato per pastore 37enne

L'uomo è stato arrestato sei mesi fa dalla polizia ed è tuttora ai domiciliari

Giudizio abbreviato per il trentasettenne Antonio Patti, pastore di Campobello di Licata, arrestato l'8 giugno dalla polizia dopo che, in un terreno nella sua disponibilità, in contrada Spadafora, è stata trovata una coltivazione di 86 chili di cannabis. E' la strategia processuale dei difensori, gli avvocati Salvatore Manganello e Angela Porcello, in seguito alla decisione del gip di saltare l'udienza preliminare.

Il gup Francesco Provenzano ha emesso un'ordinanza con la quale ammette l'imputato al giudizio alternativo e ha rinviato all'8 aprile per la requisitoria del pm, le conclusioni della difesa e la sentenza visto che il processo si celebrerà "allo stato degli atti".

L'operazione che ha portato al suo arresto è scattata nell'ambito di un controllo mirato alla prevenzione e repressione dei reati in materia di stupefacenti. Scovata la coltivazione, in un terreno nella sua disponibilità, è scattato l'arresto: i poliziotti hanno trovato - secondo quanto è stato reso noto dalla Questura - quattro mini piantagioni, distanti l’una dall’altra qualche chilometro, dotate di approvvigionamento idrico, occultate tra i canneti. In quei terreni, in particolare, sono state trovate e sequestrate ben 2.118 piante, per un peso complessivo di 86 chilogrammi.

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