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I consiglieri non ci stanno: "Demolizioni? Cambiano le ha strumentalizzate"

A pochi giorni dalla sfiducia del sindaco gli esponenti di Area Rinnovamento spiegano in una nota le motivazioni che hanno portato a far cadere il capo dell'amministrazione

Non ci stanno i consiglieri licatesi che hanno votato la sfiducia a Angelo Cambiano ormai ex sindaco di Licata a passare per coloro che vogliono l’illegalità. Dopo alcuni giorni in cui il caso del sindaco anti-abusivi sfiduciato dal suo consiglio ha avuto risonanza mediatica nazionale, rispondono con una nota firmata da Giuseppe Federico, consigliere popolare: “Scrivo questo comunicato per fare chiarezza una volta per tutte. Non ci sto che l’ex sindaco faccia passare un messaggio mediatico dove etichetta il sottoscritto e i ventuno consiglieri comunali che gli hanno votato la sfiducia come appartenenti ad una classe politica corrotta – si legge - mettendo in risalto mediatico il fatto che è stato sfiduciato solo ed esclusivamente per la vicenda “demolizioni” cosa assolutamente non veritiera e spiego il perché: L’ex sindaco Angelo Cambiano - continua - non è come  vuole far apparire mediaticamente; Angelo Cambiano è solo un uomo, che io come tanti altri, hanno sostenuto sia in campagna elettorale che dal primo giorno della sua elezione; un uomo  che si è ritrovato sul tavolo un elenco di immobili abusivi da demolire, elenchi che non ha tirato fuori dal cassetto di sua iniziativa (allora sì che si sarebbe meritato l’appellativo di Sindaco della Legalità) ma a lui  inviati e notificati dalla vera Istituzione che combatte l’illegalità nel nostro territorio cioè la Procura della Repubblica di Agrigento e le forze dell’ordine, diversamente non si sarebbe sognato minimamente di prendere questa iniziativa”.

 La nota firmata da Federico parla poi di quello che è stata l’amministrazione Cambiano in questi due anni: “L’ex sindaco Cambiano come "sindaco della Legalità”, avrebbe dovuto sin dal primo giorno del suo insediamento tutelare tutti quei commercianti onesti che pagano le tasse, dal commercio abusivo che regna sovrano in quasi tutte le strade della città e dove gli onesti sono costretti a chiudere le Partite Iva; si sarebbe meritato questo appellativo se sin dal primo giorno avesse cercato di mettere in atto un serio recupero crediti inerenti la Tassa sui rifiuti poiché dai dati che si evincono  dall’Ufficio finanze negli ultimi 5 anni ha pagato solo il 24,7% dei residenti. Oggi qualsiasi persona di qualsiasi colore politico investito della  carica di sindaco, trovandosi nella sua situazione non poteva esimersi poiché  le sentenze passate in giudicato devono essere eseguite. Tuttavia, come primo cittadino aveva l’obbligo di condividere con l’intero consiglio comunale quanto a lui notificato dalla Procura della Repubblica di Agrigento e decidere democraticamente sulle sorti della sua città nel rispetto delle leggi invece di comportarsi da despota”.

I consiglieri di “Area rinnovamento” si dicono quindi rammaricati per i “messaggi alterati che trovano spazio sui social e mass media, dove l’ex sindaco Angelo Cambiano accusa i 21 consiglieri comunali di aver votato la mozione di sfiducia esclusivamente per la faccenda “demolizioni”, cosa non veritiera. Infatti le motivazioni portate in sede di consiglio comunale, aperto per altro al pubblico, sono state tutt’altro che le demolizioni. Le vere motivazioni sono state chiare e ripetute dai vari gruppi consiliari e cioè, la sua incapacità politica ed amministrativa, l’arroganza e la presunzione, il mancato rispetto delle persone sia di maggioranza che di opposizione prova ne siano le ripetute dimissioni di assessori che non condividevano il suo modo di agire. La faccenda delle demolizioni è stata strumentalizzata ampiamente dall’ex primo cittadino trasformando il suo fallimento politico in un cavallo di battaglia mediatico per acquisire visibilità politica a livello nazionale dando un’immagine negativa alla città di Licata. Assolutamente falso il messaggio pubblico espresso in aula consiliare dall’ex primo cittadino,  dove asseriva che consiglieri che hanno sostenuto questa amministrazione, votavano la mozione di sfiducia solo ed esclusivamente per interesse personale, poiché il sottoscritto è candidato alle prossime consultazioni Regionali e per attrarre simpatie di chi è coinvolto nella vicenda dell’abusivismo mettendo in atto quella politica falsa e clientelare”.

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