Inquinamento e rischio crolli, firmati i divieti di balneazione

A firmarli è stato il sindaco Lillo Firetto. A segnalare i tratti di costa per i quali doveva essere emessa ordinanza era stato invece il dipartimento di Prevenzione dell’Asp

(foto ARCHIVIO)

C’è da pensare al Coronavirus. Per la stagione balneare 2020 c’è da pensare anche alle prescrizioni anti-Covid. I divieti di balneazione, però, sono invece già prontissimi. A firmarli, nelle ultime ore, è stato il sindaco di Agrigento Lillo Firetto. A segnalare i tratti di costa per i quali doveva essere emessa ordinanza di divieto era stato invece il dipartimento di Prevenzione dell’Asp. Meno che mai, naturalmente, anche per quest'anno, - in quanto si tratta di tratti  di costa e di mare inquinati – è consentita la balneazione alla foce del fiume Naro e alla foce del fiume Akragas. Sempre categorico il "no" per l'area portuale di San Leone. Per la stagione balneare 2020, con termine il 31 di ottobre, il divieto riguarderà – per rischio crolli - la località Caos, per un tratto lungo 1.900 metri, e la località Drasy per un tratto lungo 3 mila metri. Per motivi di sicurezza c’è anche un altro tratto di mare e di costa che non verrà adibito alla balneazione: località Ex Oceano Mare  a San Leone per una lunghezza – è stato previsto nell’ordinanza del sindaco Firetto – di 70 metri. C’è poi un tratto “temporaneamente non balneabile”: è quello del Mare Nostrum – condotta premente – per una lunghezza di circa 200 metri.

I divieti alla foce del fiume Naro, a quella dell'Akragas, all'area portuale di San Leone e al vallone Caos, per Agrigento, sono quelli che ormai vengono considerati "classici" - nel senso che da anni vengono sistematicamente riproposti e firmati - e sono dovuti al fatto che uno riguarda l'area portuale, dove vi è un andirivieni di imbarcazioni da diporto, e gli altri tre delle zone dove vi sono degli scoli di acque nere che, seppur a distanza, rendono la qualità del mare non perfettamente in regola con le norme sulla balneabilità. Non risulta essere interessato da “immissioni" e pertanto, anche quest'anno (era già accaduto l’anno passato), non c’è alcun divieto di balneazione, invece, per l’area del vallone Canne. Spetterà al Municipio far sì che gli appositi cartelli di divieto  vengano installati e siano perfettamente resi visibili ad agrigentini e turisti. 

Alla firma dell'ordinanza ha reagito l'associazione ambientalista Mareamico. "Altri due tratti di costa risultano oggi inibiti alla balneazione - dice -. Andiamo indietro come i gamberi".

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