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L'avvocato Giuseppe Arnone

L'avvocato Giuseppe Arnone

Il ritorno in carcere di Arnone, il Gip: "E' refrattario a rispettare la legge"

L'avvocato e politico, venerdì pomeriggio, è stato nuovamente arrestato per aver violato - secondo il giudice - i contenuti dell'autorizzazione che disciplinava la sua uscita da casa dove era ai domiciliari

"Giuseppe Arnone è refrattario a rispettare la legge". Il gip Francesco Provenzano ha usato queste parole per motivare il ritorno in carcere dell'avvocato e politico.

Arnone è tornato in carcere, venerdì pomeriggio, per aver violato - secondo il giudice - i contenuti dell'autorizzazione che disciplinava la sua uscita da casa - dove era, appunto, ai domiciliari - per andare in tribunale e partecipare a due processi in cui risulta essere imputato. Ma, martedì mattina, Arnone - mentre era al palazzo di giustizia - ha indossato la toga ed ha difeso un cliente. "In ragione del suo stato di detenzione - ha scritto il giudice - non era autorizzato a farlo".

"Arnone, essendo un avvocato, aveva piena contezza del contenuto e dei limiti dell'autorizzazione di recarsi in udienza al solo ed esclusivo scopo di partecipare quale imputato" - prosegue il Gip che, poi, aggiunge: "Con il porto della toga sulle spalle nei corridoi del palazzo di giustizia ha assunto un comportamento irresponsabile, protervo, teatrale, per certi versi irridente delle norme e delle procedure che governano il processo".

L'insieme di circostanze, dunque, per il giudice per le indagini preliminari lascia trasparire che "Arnone è refrattario ad ogni comportamento secundum ius". 

Arnone era stato arrestato, con l'accusa di estorsione ai danni di una collega, lo scorso 12 novembre. Dopo alcuni giorni trascorsi in carcere era stato posto ai domiciliari. E venerdì, per le violazioni all'autorizzazione che ne disciplinava la sua uscita da casa, è stato, appunto, nuovamente arrestato. 

Intanto, domani al Riesame sarà discusso il ricorso dei difensori di Arnone, gli avvocati Arnaldo Faro e Carmelita Danile. 

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