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Sessantenne morto dopo scazzottata per lite condominiale, eseguita l'autopsia

La Procura vuole accertare se c'è un nesso con l'aggressione che avrebbe subito, vicino di casa indagato per omicidio preterintenzionale

"Va accertato se un atto di violenza possa avere inciso al verificarsi del decesso e se vi sono tracce riconducibili a lesioni o traumi". Sono i punti principali del quesito che il pubblico ministero Chiara Bisso ha formulato al medico legale Antonio Guajana, incaricato di fare luce sulla morte di un sessantaquattrenne, avvenuta martedì scorso al culmine di una scazzottata per una banale lite fra vicini di casa per la quale è indagato, con l’accusa di omicidio preterintenzionale, un uomo di 66 anni.

La tragedia è avvenuta in via Petrarca. I due, secondo la ricostruzione dell'episodio, sarebbero venuti alle mani dopo un litigio legato allo smistamento della posta nelle cassette. Poi, quando tutto era finito, uno dei due si è sentito male ed è morto. Ieri pomeriggio si è svolta l'autopsia alla camera mortuaria dell'ospedale San Giovanni di Dio.

L'indagato ha nominato come difensore l'avvocato Davide Casà. All'accertamento ha partecipato - come consulente di parte - pure il medico legale Aldo Liberto. I familiari della vittima (difesi dagli avvocati Alfonso Neri, Salvatore Pennica e Francesco Mirabile) hanno nominato, invece, come consulente Claudia Minacapelli Marotta. La relazione sarà consegnata al pm entro 90 giorni. 

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