Mafia e droga, l'inchiesta Kerkent approda in Cassazione

Il presunto numero 2 del boss Liborio Militello chiede ai giudici di annullare l'ordinanza di arresto

Liborio Militello

“Liborio Militello non è il braccio destro del boss Antonio Massimino, se lo fosse stato lo avrebbe coinvolto nel traffico di droga e se avesse avuto questo potere criminale non avrebbe avuto bisogno di andare a cercare un posto di lavoro come piastrellista”.

L’avvocato Giovanni Castronovo ha chiesto alla Corte di Cassazione di annullare l’ordinanza cautelare nei confronti di Liborio Militello, 52 anni, presunto braccio destro del capomafia Antonio Massimino, personaggio chiave della maxi operazione antimafia "Kerkent" che il 4 marzo ha disarticolato, con 34 arresti, la nuova famiglia mafiosa di Agrigento e i componenti del giro di narcotraffico che Massimino avrebbe messo in piedi per finanziarlo.

I giudici del riesame avevano annullato, solo parzialmente, l’ordinanza del gip nei suoi confronti ritenendo che vi fossero i gravi indizi di colpevolezza per il reato di associazione mafiosa ma che non fosse, allo stato, sufficientemente provato che avesse  avuto un ruolo direttivo in seno a Cosa Nostra. Castronovo, adesso, prova a fare annullare del tutto l’ordinanza che ha mantenuto la custodia in carcere. 

empre ieri mattina l’avvocato Castronovo ha discusso il ricorso per un altro indagato dell’operazione “Kerkent”. Si tratta di Giuseppe Tornabene, 35 anni, di Agrigento, accusato di essere un componente dell’organizzazione dedita al narcotraffico mafioso: secondo gli inquirenti avrebbe fatto anche da autista a Massimino in una trasferta palermitana organizzata per acquistare un carico di droga. 

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