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Lunedì, 17 Gennaio 2022
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Amministrative 2012, Pennica stringe patto d'onore con Sgarbi

Un comizio che ha avvicinato passanti e curiosi. Vittorio Sgarbi, col suo solito fare esuberante, ha rischiato di far "scivolare" il comizio nell'imbarazzo dei presenti con un discorso che ha seguito una linea anti-partiti

"Scelgo Vittorio Sgarbi in libertà come ambasciatore della cultura agrigentina nel mondo. Un sindaco non può pensare di fare tutto da solo e chiedo a Sgarbi di stringere con me un patto d'onore per aiutarmi a mantenere quel poco che prometto: un'Agrigento libera". Con queste parole il candidato a sindaco di Epolis, l'avvocato Totò Pennica, accoglie il critico d'arte ad Agrigento, invitato a collaborare nella sua squadra come consulente esterno a costo zero.

Un comizio a Porta di Ponte, nel centro città, nonostante il cielo cupo e qualche goccia di pioggia, avvicinava passanti e curiosi. Ad attirare l'attenzione è Sgarbi, col suo solito fare esuberante, dal linguaggio pittoresco, che ha rischiato di far "scivolare" il comizio nell'imbarazzo dei presenti con un discorso che ha seguito una linea anti-partiti. Accanto a lui Pennica comizia alzando il tono della voce, facendosi scappare qualche battuta e qualche risata.



Un binomio bizzarro per molti versi questo Pennica-Sgarbi. Emergono però dei punti di convergenza tra i due. Entrambi in campagna elettorale: Pennica candidato a sindaco di Agrigento, Sgarbi - dopo la sindacatura a Salemi -, si presenta invece a Cefalù. "Una città, questa, che ha bisogno di partire dai beni culturali, dal centro storico. Che queste due città, Cefalù e Agrigento, possano vivere il recupero e la rinascita", dichiara  Giuseppe Arnone, vicesindaco di Licata, punto di unione tra Pennica e il critico d'arte.
 
Arnone ha infatti aderito al partito dell'amico Sgarbi. Il partito della Rivoluzione ha candidato quattro uomini al Consiglio comunale nella lista di Epolis, siglando così un patto con il candidato Pennica. L'alleanza nasce solo dopo la decisione di Sgarbi di non appoggiare il sindaco uscente Marco Zambuto per motivi legati a un disaccordo nato con l'Udc di Cefalù. Eppure Sgarbi non risparmia la battuta all'uscente: "Zambuto ha amministrato dalle 9 alle 21 ogni giorno, ma avrebbe fatto meglio ad andare in vacanza".

Il candidato a sindaco di Cefalù, nel corso del suo lungo intervento, si lascia andare in un fiume di parole. Portatore di idee rivoluzionarie, se la prende con lo Stato "assente e criminale", cita gli scandali che hanno colpito la Margherita e la Lega nord, giunge poi ai processi che hanno riguardato i presidenti della Regione Sicilia. "Totò 'Vasa Vasa' - dichiara - è in galera per una cosa che non ha fatto e Bossi ruba ed è a piede libero. A Sud chiamano tutto 'mafia'. Questa è una realtà di pazzi". Poi continua la linea dell'attacco e non risparmia duri colpi al Pdl, a Silvio Berlusconi e ai partiti, alcuni dei quali presenti a sostenere Pennica. Un po' di imbarazzo tra i rappresentanti di Epolis, che evitano decisamente l'applauso a certe "battute pesanti".

Pennica, invece, affronta tutte le questioni che hanno interessato la sua scesa in campo. A partire dalla nascita del movimento Epolis, alla critica all'amministrazione uscente, al rapporto con i partiti - dal Pdl alla coalizione del governo regionale -, all'alleanza attuale stretta con il centrodestra. Poi fa un "patto di lealtà" con gli Agrigentini: "Voglio dire - dice Pennica - con chi sto e lo faccio ora. Ma se i partiti dovessero tradire l'accordo elettorale, li metterò alla porta del Municipio sei mesi dopo".

 

 

 

 

(dbr)

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