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L'inferno immigrazione e il Comune di Lampedusa che arranca, Piantedosi: "Aiutiamoli con personale capace"

Il ministro dell'Interno cercherà una soluzione all'istanza del sindaco Filippo Mannino di istituire una task force, un ufficio del ministero, che si occupi della gestione dell'emergenza, sgravando in toto o in parte l'ente

"Mi faccio venire qualche idea e ne parleremo già in aereo per aiutarli con personale capace di condividere alcune funzioni" per la gestione del fenomeno immigrazione clandestina. Lo ha detto il ministro dell'Interno, Matteo Piantedosi, prima di lasciare Lampedusa in merito all'istanza del sindaco delle Pelagie, Filippo Mannino, di istituire una task force, un ufficio del ministero a Lampedusa, che si occupi della gestione dell'emergenza. "Adottiamo iniziative di carattere straordinario, mettiamoci insieme" - ha suggerito il capo del Viminale rivolgendosi ai componenti della delegazione del ministero che lo hanno accompagnato nella visita lampo - . 

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"La mia giornata ieri è iniziata alle 5,20 con l'ennesimo morto e la necessità di trovare una bara da portare a molo Favarolo e si è conclusa a mezzanotte con le suore, a molo Favarolo, che mi strillavano perché il molo era pieno di rifiuti. Da 9 mesi ripeto sempre le stesse cose: i barchini abbandonati, i barchini sulle coste, la questione della spazzatura, la questione delle fogne, l'emergenza salme, i posti nei cimiteri. E' stata dichiarata l'emergenza, dobbiamo accelerare su tutto" - aveva detto poco prima, in quello che è stato uno sfogo "fiume" durante l'incontro con il ministro, il sindaco di Lampedusa e Linosa, Filippo Mannino. 

"Partendo dall'area dove depositare i barchini, individuiamola e basta. E' inutile fare sto valzer con un rimpallo di responsabilità - ha aggiunto Mannino - e non capisco quale sia il motivo, quale sia l'interesse del rimpallo di responsabilità. Siamo con l'emergenza, individuiamo almeno l'area di deposito e risolviamo almeno questo problema. Con il cuore in mano dico chiaramente che sto tralasciando il mio territorio, l'isola, perché quotidianamente l'ottanta per cento del mio tempo è impiegato su questo fronte. Ogni giorno sono fiumi di inchiostro per chiedere aiuto ai colleghi sindaci, a chiedere aiuto al ministero per i barchini, a chiedere aiuto al prefetto di Agrigento. Se riuscite a mettere un ufficio, una persona, - ha lanciato l'appello Mannino al ministro Piantedosi - che possa dirimere tutte queste problematiche, che ben venga perché è veramente difficile amministrare in queste condizioni. Non è soltanto una questione economica, che è un problema. Ho chiesto più volte di anticipare le risorse, a giugno non avremo più un centesimo per pagare la spazzatura, sa che numero ci sono all'hotspot - ha concluso Mannino in riferimento alle presenze della struttura d'accoglienza per migranti - . Il bilancio nostro è quello e non saremo più in grado, non soltanto per i migranti, ma per nessuno perché io ho utilizzato tutto quello che c'era da utilizzare nei capitoli. Non c'è più niente!". 

"Sono grato per quello che fa lei e per quello hanno fatto in tutti questi anni e fanno tutti i suoi concittadini. Lampedusa meriterebbe molto altro, meriterebbe almeno il premio Nobel per la pace" - ha detto il ministro dell'Interno, Matteo Piantedosi, salutando il sindaco delle Pelagie, Filippo Mannino, ed esprimendo a nome del Governo un ringraziamento per quanto fino ad ora è stato fatto da un'isola di 20 chilometri quadrati che è la porta d'ingresso dei migranti verso l'Italia e l'Europa - . 

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