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Rapina in banca a Raffadali, quell'auto sospetta notata e segnalata da alcuni testimoni

Il colonnello Giovanni Pellegrino: "Addosso ad uno dei tre è stato trovato un cutter di 6 centimetri, quelli che di solito vengono utilizzati per questo tipo di azioni. Ma per la verità, il cutter non è stato mostrato durante il colpo"

 

"La svolta c'è stata quando i carabinieri hanno notato, all'interno dell'area di sosta di un distributore di carburante, un'autovettura sospetta. Auto simile ad una che era stata vista allontanarsi da poco distante rispetto alla banca dopo la rapina. I controlli immediati dei carabinieri hanno un po' scombinato i piani perchè non hanno fatto in tempo ad abbandonare l'auto". E' con queste parole che il comandante provinciale dell'Arma dei carabinieri, il colonnello Giovanni Pellegrino, ha ricostruito il rastrellamento e il blitz che ha portato, nella prima serata di ieri, a bloccare e fermare i tre presunti autori della rapina alla banca popolare Sant'Angelo di Raffadali.

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Preziosa è stata anche la collaborazione di alcuni testimoni che hanno descritto quell’auto sospetta che si era allontanata dalla banca a tutta velocità con tre persone a bordo.

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"I tre sono rimasti sorpresi dall'intervento dei carabinieri, hanno iniziato a balbettare qualcosa ma nel momento in cui sono state trovate le banconote - ha aggiunto il colonnello Giovanni Pellegrino - sono rimasti in silenzio. Non hanno opposto resistenza e adesso sono in carcere in attesa dell'udienza di convalida. Addosso ad uno dei tre è stato trovato un cutter di 6 centimetri, quelli che di solito vengono utilizzati per questo tipo di azioni. Ma per la verità, il cutter non è stato mostrato durante la rapina". 

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