Traffico di cocaina e abigeato, il processo "Proelio" verso l'appello

Il giudice Salvatore Ettore Cavallaro ha depositato le motivazioni: difesa e Procura preparano i ricorsi

Il boss Francesco Fragapane e il collaboratore di giustizia Giuseppe Quaranta

Il gup di Catania, Salvatore Ettore Cavallaro, che lo scorso 28 febbraio, ha deciso quattro condanne e tre assoluzioni per gli imputati agrigentini della maxi inchiesta "Proelio", che ha sgominato un presunto traffico di cocaina e furti di bestiame con la regia della mafia delle province di Agrigento e Ragusa, ha depositato le motivazioni del verdetto. Il processo, presto, approderà in Corte di appello.

La pena più alta, 20 anni di carcere, peraltro ridotta di un terzo per effetto del giudizio abbreviato, è stata inflitta al trentanovenne di Santa Elisabetta, Francesco Fragapane, coinvolto pure nell'inchiesta "Montagna" dove viene delineato il suo ruolo di capo del mandamento e aspirante capo provincia di Cosa Nostra. Cinque anni e quattro mesi, pena ridotta oltre che per il rito anche per le attenuanti speciali previste dalla legge sui collaboratori di giustizia, per il pentito Giuseppe Quaranta, 51 anni, ex capo mafia e braccio destro dello stesso Fragapane: il giudice, malgrado nelle sue rivelazioni si sia detto estraneo, lo ha riconosciuto colpevole di essere partecipe all'associazione che gestiva droga e furti di bestiame come forma di finanziamento delle famiglie mafiose. 

Cinque anni di reclusione sono stati inflitti a Salvatore Montalbano, 25 anni, di Favara; sei anni a Girolamo Campione, 41 anni, di Burgio. Tre gli assolti: Roberto Lampasona, 41 anni, di Santa Elisabetta, Antonino Mangione, 38 anni, di Raffadali e Antonino Manzullo, 52 anni, di Burgio.

Quaranta in tutto gli imputati. Il pubblico ministero Valentina Sincero aveva chiesto la condanna ad 8 anni e 4 mesi per Lampasona e Mangione; 20 anni e 6 mesi per Fragapane. Per Quaranta erano stati proposti 4 anni e 2 mesi.

Col deposito delle motivazioni, la Procura e la difesa (fra gli altri, gli avvocati Giuseppe Barba, Daniela Posante, Antonino Gaziano, Vincenza Gaziano, Francesco Carrubba ed Enzo Castellano) potranno impugnare la sentenza e il processo approderà in Corte di appello. 

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