Blitz Kerkent, le intercettazioni: "Fammi avere i soldi che ti do tutto il 'matriali' che vuoi ..."

Il giudice per le indagini preliminari: "L’estinzione del debito era la condizione per ulteriori forniture di stupefacente"

(foto DIA)

Sempre a caccia di soldi. Sia per estinguere i debiti che per avere, dunque, ulteriori forniture di roba. Vita infernale quella dei presunti pusher che sono rimasti coinvolti nell’inchiesta prima e, all’alba di lunedì scorso, nel blitz della Dia denominato “Kerkent”.

Le intercettazioni: "Tutti 'bamba' cercano ... tutti come i disperati"

E’ il 13 dicembre del 2016, alle ore 9,30, quando gli investigatori della Dia avrebbero intercettato una conversazione, fra Attilio Sciabica e Giuseppe Messina, ritenuta indicativa. “Altri cento (100) euro compà li sto dando” – avrebbe detto Sciabica - . “Ma dai Attì... (bestemmia)... non posso aspettare più compà ...” – avrebbe detto Giuseppe Messina - . “Compà, per ora neanche ho lavorato, compà... te lo avevo detto...”. “Vedi come puoi fare compà, no posso aspettare più...”. “Questa settimana te ne posso dare . .. inc...”. “A me servono i soldi perché non posso prendere niente più...”. “Un problema è... questa settimana li do gli altri bello mio, che minchia ti devo dire ...inc...”. “Fatteli prestare, vedi come puoi fare Attilio, tu lo sai, io ho aspettato... e tutte cose...”. Dalle intercettazioni emergerebbe come funzionava: “Io prendo il ‘matriali’ (inteso come sostanza stupefacente ndr) e poi, se vuoi, ti do tutto il ‘matriali’ che vuoi, però il conto me lo devi chiudere, mi devi fare questo favore...” – avrebbe detto Messina - . “Si, ma a me la devi dare .. . inc... pura compà...”. “Ti do una cosa buona...”. “Me la devi dare pura compà...”. “Tu fammi avere i soldi... fammi avere i soldi che . . .inc... con tutte cose … però devi consegnare tutti i soldi Attiliù, non mi raccontare minchiate... fatteli prestare ... fatteli prestare e poi ti do tutto il ‘matriali’ che vuoi qua... parola mia...”.

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La conversazione – intercettata dalla Dia e finita nelle pagine dell’ordinanza di custodia cautelare firmata dal gip Walter Turturici del tribunale di Palermo – sarebbe proseguita con Sciabica: “… a me interessa . . . inc.. .me la dai . . .inc... io la mischio, e ci faccio il doppio. mi . . inc... non ci vado sotto...”. “Oh . . . inc... mi devi credere, io sto prendendo tutti i soldi, perché ho soldi... ti sembra che sono soli i tuoi?.... . … Li sto raccogliendo tutti perché quelli se vedono i soldi non mi danno niente, già è imballata, ho tutti i conti conclusi e tutte cose... . Prodotto tastato.., testato...”.

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“L’estinzione del debito era la condizione per ulteriori forniture di stupefacente, - scrive il gip nelle sue valutazioni - tanto desumendosi chiaramente dalle seguenti parole di Messina Giuseppe: ‘io prendo il matriali e poi se vuoi ti do tutto il matriali che vuoi, però il conto me lo devi chiudere...”. Lo Sciabica prometteva di consegnare del denaro entro la settimana e richiedeva sostanza stupefacente ‘pura’ – prosegue la ricostruzione del Gip - . I due interlocutori si impegnavano nell’esatta quantificazione del debito dello Sciabica, il quale riferiva di aver già consegnato parte della somma da lui dovuta”. 

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