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L'addio a Loredana, il parroco: "Una morte così lascia increduli e storditi, abbiamo tante domande senza una risposta"

Colleghi, amici, alunni e autorità hanno abbracciato i familiari nel giorno dei funerali della giornalista-insegnante morta per malaria non diagnosticata e curata in tempo

 

"Ci sono tanti sentimenti nel mio cuore: l’incredulità di fronte a quanto accaduto, ma anche l’inadeguatezza a pronunciare parole che possano scendere nel cuore e lenire almeno un poco la sofferenza. Una morte così lascia increduli, storditi, pieni di dolore. Ecco perché solo con il silenzio, le lacrime, gli abbracci e la preghiera ci stringiamo ai familiari di Loredana". Don Carmelo Petrone, con queste parole, ha interpretato i sentimenti di quanti affollavano la chiesa di San Nicola a Fontanelle. Chiesa dove Agrigento si è stretta attorno ai familiari di Loredana Guida: la giornalista-insegnante morta, a soli 44 anni, per una malaria non diagnosticata e curata in tempo. "Abbiamo un cuore gonfio di dolore per quanto è accaduto - ha continuato don Carmelo Petrone, anche lui giornalista, - . Il nostro cuore è appesantito da tante domande che non trovano alcuna risposta, che disorientano, che intristiscono".

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A versare lacrime amare per la tragedia che ha sconvolto l'intera provincia: i familiari, gli amici, ii colleghi, gli alunni di Loredana. Presenti anche le autorità militari, con in testa il colonnello Giovanni Pellegrino che è il comandante provinciale dell'Arma dei carabinieri di Agrigento. Un abbraccio alla famiglia è stato portato anche dal sindaco Lillo Firetto. "C’è un detto che dice: 'Si può dimenticare la persona con la quale hai riso, ma mai quella per la quale abbiamo pianto. Consentiteci almeno un istante, dinanzi al vostro dolore, - ha detto don Carmelo Petrone, rivolgendosi ai familiari della 44enne, - di unire il nostro pianto al vostro".

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Commozione e rabbia fra i presenti. Sono tanti gli interrogativi a cui la magistratura è, adesso, chiamata a rispondere. Toccanti le testimonianze in chiesa dei colleghi insegnanti e giornalisti e delle sorelle. Per i giornalisti ha preso la parola Silvio Schembri che con Loredana aveva condiviso l'esperienza ad AgrigentoNotizie. Più volte - durante il rito funebre - è stato ricordato il sorriso, la risata, che contraddistingueva Loredana. "Sembra che il distacco della morte abbia creato un valico incolmabile e il pianto e il dolore di tutti noi sia l’unico saluto di addio che possiamo dare a Loredana. Sembra. Le parole di fede che abbiamo ascoltato ci dicono che il pianto e il dolore - ha lanciato un messaggio don Carmelo - si trasformano in speranza. Cristo è risorto e con lui anche noi risorgeremo".

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All'uscita della chiesa, la bara è stata portata a spalla dal cantante de "I Tinturia": Lello Analfino. Subito dopo, Loredana è stata accompagnata nel suo ultimo viaggio verso Cianciana, città di origine della mamma e del papà Leonardo con cui condivideva la passione per il giornalismo.

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