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Giovedì, 30 Maggio 2024

Immigrazione nel Canale di Sicilia, l'arcivescovo Damiano: "Chiamarla emergenza è solo ipocrisia"

Il pastore della Chiesa agrigentina entra in campo rimarcando che il fenomeno è così frequente e ormai "cronico" che basta "guardare il meteo per sapere se ci saranno arrivi"

Il flusso costante di migranti nel Canale di Sicilia non ha più la struttura di un'emergenza, perché, sebbene nei numeri resti certamente un fenomeno epocale e complesso da gestire, è ormai così "strutturato" da non poter essere considerato un evento inatteso.

A dirlo, stamattina durante la conferenza stampa di presentazione del primo Meeting Francescano del Mediterraneo è stato l'arcivescovo di Agrigento, Alessandro Damiano.

"Continuare ad usare un vocabolo come emergenza per un'evento disastroso, umiliante per la nostra umanità che avviene da tantissimi anni è una scelta da mettere sotto la colonnina 'ipocrisia' - dice - . Non è emergenza, è un fenomeno strutturato, prevedibile già semplicemente con le previsioni del tempo. Serve - continua - interrogarsi su cosa accade nel resto del mondo. Andiamo ben oltre la fascia libica, tunisina o del Maghreb. Attraverso le varie vie - conclude - si spostano popoli da tante regioni del mondo. E allora di quale emergenza parliamo? Forse dovremmo interrogarci sull'uso e l'abuso di alcuni termini".

Damiano sarà da domani a Lampedusa: l'isola ospiterà un evento, "Sulla stessa barca", promosso dall'Ufficio nazionale per l’ecumenismo e il dialogo interreligioso della Cei a cui parteciperanno i leader delle principali comunità islamiche presenti in Italia per promuovere l’incontro nazionale islamo-cattolico.

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