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Verso il voto, "ammucchiata" Pdl-Pd con Nicola Grillo candidato a sindaco?

La candidatura non è ufficiale. Il Pdl non ha reso noti né coalizione né candidato. Grande sud propone Grillo al Pdl e lascia pensare all'ipotesi di una maxi coalizione

"Credo che ci siano prove di trasmissione, dei messaggi subliminari, tra dirigenti di partiti. Io sinceramente non so se è il Pdl a fare l'occhiolino a noi o noi a farlo al Pdl". Risponde così Eugenio D'Orsi, presidente della Provincia e leader del Mpa agrigentino, all'ipotesi che vedrebbe alleati la "grande coalizione", quindi Mpa, Fli, Grande sud e Pd, con il partito di Angelino Alfano. Ipotesi nata in seguito alle proposta di Grande sud di allargare l'intesa al Pdl, proponendo al partito di condividere la candidatura di Nicola Grillo. Lo stesso Grillo che sembra piacere anche al Pd.

Roberto Di Mauro, deputato del Mpa, dal canto suo, ci dice che non c'è nulla di fatto. "Non posso esprimermi su un qualcosa che attualmente non mi risulta. Non ho ricevuto nessuna proposta in questo senso. Non è all'ordine del giorno. Stiamo lavorando con la coalizione che è quella della maggioranza al governo Lombardo".

"In politica non bisogna mai meravigliarsi di nessuna cosa", afferma poi D'Orsi, spiegando però che un'alleanza con il Pdl è molto difficile. "In questo momento è importante per noi mantenere il rapporto con il terzo polo e soprattutto il con il Pd". Il Pd infatti non ci sta. "Sono contrario", ci dice Angelo Capodicasa, parlamentare del Pd alla Regione. "Le ammucchiate non ci interessano. Agrigento ha bisogno di chiarezza politica e noi lavoreremo per questo insieme al terzo polo". A giorni un comunicato del Pd chiarirà la posizione del partito riguardo alla questione.

PPE E GOVERNO REGIONALE. "Il nostro intento è quello di costruire una sorta di 'patto civico'", annunciava tempo fa Nino Bosco, segretario provinciale del Pdl. Al congresso di domenica i dirigenti del partito, da Salvatore Iacolino, Enzo Fontana, a Pippo Scalia, hanno espresso la volontà di voler ricreare una sorta di Partito popolare europeo (Ppe) ad Agrigento. Una coalizione di larghe intese che abbracci tutti i moderati. E' in questa prospettiva che l'ipotesi di una maxi coalizione acquista una sua logica. "Abbiamo tante forze all'interno del partito da candidare, ma occorre avere la maturità e analizzare la situazione comune per comune, mettendo da parte gli interessi del partito per il bene della città", dichiarava Bosco al congresso.

Ma in quale direzione vuole puntare il Pdl? "Mettere da parte gli interessi del partito" in vista di quale alleanza di forze politiche e civiche? Al terzo polo inteso come Udc, c'è il candidato Marco Zambuto. "Saremo alternativi al sindaco uscente", la posizione espressa dal coordinatore provinciale del Pdl. Al terzo polo inteso come Fli-Mpa, c'è la maggioranza al governo Lombardo con il Pd. "Non siamo del Partito popolare europeo", aggiunge inoltre Capodicasa. Ma in ultima analisi D'Orsi sottolinea che "si tratta di elezioni comunali, il governo regionale si può anche mettere da parte".

(dbr)

    
 

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