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Sabato, 15 Giugno 2024

Criticità al Pronto soccorso di Agrigento, il sindaco Miccichè: “Non ci sono più problemi"

A margine della conferenza dei sindaci il primo cittadino ha anche motivato la sua non partecipazione al sit-in che si è svolto in ospedale

Tra gli amministratori comunali, ha fatto discutere la convocazione odierna della conferenza dei sindaci sui problemi legati alla Sanità agrigentina in contemporanea con il sit-in di sensibilizzazione promosso da una parte degli stessi primi cittadini all'ospedale "San Giovanni di Dio" di Agrigento.

Fatta eccezione per il comune di Lampedusa e Linosa di cui è l'Asp di Palermo l'azienda sanitaria provinciale di riferimento, nella hall del nosocomio agrigentino, erano presenti 23 amministratori locali, fra gli assenti il sindaco di Agrigento Franco Miccichè, che in qualità di presidente della conferenza dei sindaci e a margine dell'assemblea che si è svolta nell'aula consiliare di Palazzo dei Giganti, ha motivato la sua  non adesione al sit-in.

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“Bisognava rispettare le forme – dice dai microfoni di AgrigentoNotizie il sindaco Miccichè -  prima si doveva svolgere la conferenza e poi il sit-in”. Il sindaco della città dei Templi, in accordo con il commissario straordinario dell'Asp Mario Zappia, dichiara la fine dei problemi per i pazienti del Pronto Soccorso dell'ospedale San Giovanni di Dio e dai microfoni di AgrigentoNotizie, precisa di aver constatato la fine delle criticità lamentate da diversi anni: “Ho avuto modo di constatare - dice il sindaco di Agrigento -  come in soli due giorni  le file al Pronto Soccorso sono finite, forse sarà stato bravo il nuovo primario, forse avranno studiato le criticità del passato e adesso mi auspico che anche i medici del territorio possano dare una mano d'aiuto”.

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Di criticità ormai superate parla anche il commissario straordinario dell'Asp, Mario Zappia: “Il Pronto Soccorso di Agrigento adesso funziona perchè si è fatto un percorso amministrativo per interpellare altre persone, è stata data priorità a tutti gli interni, con i vari direttori e primari degli altri ospedali, poi è stato chiesto anche ai medici che già ci lavoravano, solo dopo abbiamo cercato una persona autorevole e di spessore che nell'arco di un giorno poteva fare quello che avrebbe fatto chiunque, ovvero visitare i codici verdi e dimetterli subito dopo, facendo in modo che in sole quattro ore, fosse liberato l'ospedale”.

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