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Sopralluogo al "San Giovanni di Dio"

L'emergenza pronto soccorso, Caramanno al lavoro: "Medici di Cardiologia in turno e due nuove postazioni per le visite"

Alcuni specialisti - scegliendo di "immolarsi per il bene della città" - hanno rinunciato alle già programmate ferie d'agosto e accettato di lavorare per 12 ore al giorno

I medici di Cardiologia si "immoleranno" assieme al primario Giuseppe Caramanno, che ieri è stato nominato direttore ad interim del pronto soccorso del "San Giovanni di Dio". Quattro, cinque, degli specialisti di Cardiologia ed Emodinamica, un'unità complessa che brilla nella struttura sanitaria di contrada Consolida, faranno il turno di 6 ore in reparto e altre 6 ore le andranno a fare in pronto soccorso, accettando di lavorare 12 ore al giorno. Alcuni hanno già rinunciato alle programmate ferie d'agosto per dare una concreta mano d'aiuto al loro primario Giuseppe Caramanno che ha accettato la nomina, e ha già coinvolto i suoi medici appunto, solo ed esclusivamente "per il bene della città". "Non ci sono altre motivazioni, l'unico motivo è questo: il bene della città - ha confermato, ad AgrigentoNotizie, il primario Caramanno - . Cercheremo di rendere il pronto soccorso di Agrigento simile a quelli che ci sono nel resto d'Italia". 

Caos pronto soccorso al San Giovanni di Dio, Caramanno nominato primario

Caramanno, stamani, è stato al pronto soccorso del "San Giovanni di Dio" per un sopralluogo mirato a trovare, ed immediatamente, le indispensabili soluzioni tampone. Il "ben arrivato" gli è stato dato dai familiari di un paziente in attesa da sei, sette ore. "La priorità è quella di fare in modo che i pazienti non stiano nei corridoi. Ho già deciso l'aumento delle postazioni delle visite: dalle attuali due a quattro. E in questo modo, cercando appunto di tamponare, si proverà a far fronte al numero di pazienti in attesa" - ha spiegato, ad AgrigentoNotizie, Caramanno - .

Giuseppe-Caramanno

C'è però già di più. Ogni giorno a Cardiologia arrivano, dal pronto soccorso, trenta, quaranta richieste di consulenza. Queste consulenze, almeno durante la mattina, d'ora in avanti verranno fatte direttamente in pronto soccorso. "Abbiamo già trovato l'apposita saletta per questi pazienti che, se non vi è esigenza di ricovero, potranno essere dimessi seduta stante, senza andirivieni e dilatazioni di tempi - ha spiegato Caramanno - . Poi ci sarà un'altra saletta in più. Le postazioni di visita da due diventano quattro e con l'aiuto dei miei colleghi, alcuni hanno rinunciato alle ferie per darmi una mano d'aiuto, proveremo a tamponare in attesa dell'arrivo dei nuovi medici". Sei i medici che fino ad ora sono stati in servizio - a fronte dei 22 previsti - per gestire un pronto soccorso che ogni mese fornisce assistenza a 4500 persone.

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La parola d'ordine del primario di Cardiologia ed Emodinamica, "prestato" appunto al pronto soccorso, è una soltanto: "tamponare", quasi come se fossero uomini della Protezione civile che iniziano a spalare fango dopo una alluvione. "Spero d'avere, già da martedì, 6 o 7 medici in turno. Ci stiamo immolando perché se vale il pronto soccorso, va male tutto l'ospedale" - evidenzia Caramanno - .  

"Per il bene della città": lo ripete da ieri, dal momento in cui ha accettato la nomina ad interim, Giuseppe Caramanno che avrebbe potuto rifiutare l'incarico, specie dopo i problemi che aveva avuto con l'Asp nel febbraio del 2021 quando non era stato riconfermato a capo del dipartimento Cardio-vascolare. 

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