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La scomparsa di Gessica Lattuca, l'indagato fratello Enzo: "Bene il lavoro della procura, speriamo in una svolta"

A carico dell'uomo sono stati ipotizzati i reati di omicidio aggravato e, in concorso con ignoti, occultamento di cadavere

Vincenzo Lattuca, 43 anni  indagato dalla procura di Agrigento per omicidio aggravato e, in concorso con ignoti, per occultamento di cadavere della sorella Gessica, scomparsa da Favara il 12 agosto del 2018 all'età di 27 anni, dai microfoni di AgrigentoNotizie, si dice fiducioso nel lavoro degli inquirenti e spera che le nuove attività investigative della squadra mobile di Agrigento possano portare le indagini ad un punto di svolta. 

Vincenzo ha sempre fornito agli inquirenti la versione secondo la quale avrebbe visto per l'ultima volta la sorella nella casa del padre, la sera del 12 agosto di cinque anni fa. Nell'estate del 2018, innumerevoli furono gli appelli lanciati proprio da Vincenzo alla comunità favarese: chiedeva di fornire agli inquirenti, anche in forma anonima, elementi utili al ritrovamento di Gessica. Richieste di aiuto che però, ad oggi, non hanno ancora sortito nessun effetto.

Richiesta di archiviazione, avanzata dalla procura, che dovrà essere vagliata dal gip per la posizione dell'ex compagno della donna, Filippo Russotto, che per molto tempo è stato unico indagato. 

Il fratello di Gessica, durante l'interrogatorio dello scorso 13 aprile, dinanzi al pubblico ministero Paola Vetro, ha professato la sua innocenza. “Io e la mia famiglia ci siamo rimasti male – dice Enzo Lattuca –, però è un bene che le indagini della procura vadano avanti perché dopo cinque anni dalla sua scomparsa, Gessica manca a noi e soprattutto manca ai suoi figli. Speriamo nel lavoro della procura e speriamo anche che qualcuno parli e che ce la faccia trovare”.

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L'iscrizione sul registro degli indagati di Vincenzo Lattuca si deve anche alla presenza di macchie di sangue di Gessica che sarebbero state rilevate dai carabinieri del Ris di Messina all'interno dell'abitazione di via Leopardi, ma Enzo è sicuro che  quella sera del 12 agosto 2018, era in casa con altre persone.  “Ero qui con mia sorella, c'erano mio zio, mio fratello e altri ragazzi” - dice Enzo Lattuca - . Persone che sarebbero state recentemente sentite dagli agenti della squadra mobile che da qualche mese sono subentrati nelle indagini che erano state avviate dai  carabinieri. 

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