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Sicurezza: quanto costa una casa a prova di ladro

Allarme furti in abitazione in vista dell'estate: come difenderci dai malviventi e come ridurre le spese con il bonus

Da Nord a Sud si moltiplicano le notizie di cronaca sui furti in casa, con ladri acrobati sempre più organizzati, muniti di metal detector e walkie talkie per comunicare durante le razzie. La preoccupazione cresce, soprattutto in vista dell’estate, quando lasceremo le nostre abitazioni incustodite per lunghi periodi in balia dei malintenzionati. Ma quanto costa una casa a prova di ladro? Quanto dobbiamo spendere per mettere in sicurezza la nostra abitazione? Vediamo insieme tutte le soluzioni possibili e come possiamo ridurre la spesa con il bonus sicurezza. 

Un furto in casa ogni tre minuti

L’estate è alle porte, in molti sono già pronti per le vacanze ma c’è un pensiero che ci attanaglia: la nostra casa è al sicuro? In Italia si verificano circa 200 mila effrazioni l'anno, più di 500 al giorno, una ogni tre minuti (rapporto Censis), in alcuni casi anche in presenza dei proprietari. Per evitare brutte sorprese gli esperti consigliano di migliorare i dispositivi di sicurezza, a partire dalla porta di casa visto che circa l'80 per cento dei furti si verifica forzando la porta d'ingresso.

Prima di tutto bisogna sapere che ci sono delle classi antieffrazione, che vanno dalla 1, quella meno resistente, alla 6, quella più sicura. Per un portoncino d’ingresso di classe 3 (quella più utilizzata per gli appartamenti) la spesa oscilla dai 1.500 ai 3.000 euro, con il prezzo che varia in base alle dimensioni, ai materiali, ai serramenti e alle finiture.

Se poi l'abitazione è al piano terra meglio intervenire anche sulle finestre. Le persiane blindate sono particolarmente costose (da 1.000 a 2.000 euro al mq per la classe 3), meglio optare per le classiche inferriate (da 150 a 600 euro al mq).

Senza adeguate misure di sicurezza un ladro impiega dai 3 ai 5 minuti per entrare nelle nostre case ma se riusciamo a farne passare più di 10, finirà per abbandonare l'impresa nel 90% dei casi.

Quanto costa un sistema d’allarme

Queste sono le misure di sicurezza 'base' che in una casa non dovrebbero mai mancare, specie se isolata, poi ci sono tutta una serie di sistemi di videosorveglianza e di antifurto da tenere in considerazione.

Sempre più persone installano nelle proprie case dei sistemi indipendenti di videosorveglianza, delle semplici telecamere con rilevatore di movimento piazzate nei punti strategici dell’abitazione (davanti alla porta d’ingresso, ad esempio). Sono gestiti autonomamente da remoto tramite specifiche App e permettono di vedere in tempo reale le immagini della casa, ma anche di registrare audio e video. Per installare una telecamera di buona qualità ci vogliono in media 250 euro.

Poi c’è il classico sistema di antifurto dotato di sirena, centralina, sensori esterni e interni e combinatore telefonico. I prezzi variano in base alla dimensione dell’abitazione, con cifre che sia aggirano tra i 1.500 e i 3.500 euro. Infine ci sono gli impianti di allarme per la casa collegati con centri di vigilanza privati 24 ore su 24, che oltre ai costi del sistema di antifurto prevedono un abbonamento mensile per il servizio a partire da 35 euro al mese.

Bonus sicurezza 2023: cosa copre

Come avrete ben capito la spesa per mettere in sicurezza la casa è piuttosto alta, ma c’è una buona notizia: il bonus sicurezza 2023. Questa agevolazione, prolungata fino al 31 dicembre 2024, rientra nella grande famiglia dei bonus casa previsti dallo Stato per eseguire lavori di ristrutturazione, comprendendo l’implementazione di misure di sicurezza come porte blindate, sistemi di antifurto, allarmi e videosorveglianza. Prevista una detrazione Irpef in 10 anni del 50% delle spese totali, fino un massimo di 96.000 euro.

L’Agenzia delle entrate specifica che il bonus sicurezza 2023 viene riconosciuto per tutti quegli interventi relativi all’adozione di misure finalizzate a prevenire il rischio del compimento di atti illeciti da parte di terzi (furto, aggressione, sequestro di persona e ogni altro reato la cui realizzazione comporti la lesione di diritti giuridicamente protetti). Rientrano tra queste misure:

  • rafforzamento, sostituzione o installazione di cancellate o recinzioni murarie degli edifici;
  • apposizione di grate sulle finestre o loro sostituzione;
  • porte blindate o rinforzate;
  • apposizione o sostituzione di serrature, lucchetti, catenacci, spioncini;
  • installazione di rilevatori di apertura e di effrazione sui serramenti;
  • apposizione di saracinesche;
  • tapparelle metalliche con bloccaggi;
  • vetri antisfondamento;
  • casseforti a muro;
  • fotocamere o cineprese collegate con centri di vigilanza privati;
  • apparecchi rilevatori di prevenzione antifurto e relative centraline.

La detrazione, applicabile unicamente alle spese sostenute per realizzare interventi sugli immobili, non comprende il contratto stipulato con un istituto di vigilanza.

E se poi il furto avviene lo stesso? Non resta che 'consolarci' con il risarcimento della polizza casa contro i furti, che con 10 euro al mese garantisce un rimborso fino a 5.000 euro.

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