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Cala il sipario sul Festival Collegamenti, Luglio: "Felici per la risposta della gente, in tanti hanno provato ad entrare nonostante l'overbooking"

Il direttore artistico: "E’ stata un’esperienza faticosissima perché le cose belle costano fatica, ma siamo felicissimi del risultato raggiunto e del feedback ottenuto dagli spettatori"

“Siamo felicissimi della risposta della gente, in tanti hanno provato ad entrare al centro culturale San Domenico nonostante l’overbooking. Grande, grandissimo, il successo ottenuto dal Festival della Legalità-COLLEGAMENTI. E’ stata un’esperienza faticosissima perché le cose belle costano fatica, ma siamo felicissimi del risultato raggiunto e del feedback ottenuto dagli spettatori. Ringrazio chi ha permesso tutto questo, il Comune con il sindaco e l’assessore, ringrazio tutti gli sponsor fra i quali la banca San Francesco”. Con queste parole il direttore artistico del Festival, Simone Luglio, ha tracciato il bilancio di quella che è stata un’edizione di grandi consensi. E non soltanto da parte di Canicattì.  

“Bilancio assolutamente positivo” anche per gli amministratori comunali: “Sono stati 5 giorni intensi, con incontri, workshop, concerti e spettacoli che hanno ravvivato la ‘Settimana della legalità’ a Canicattì. Portiamo con noi un bel ricordo, un grande successo di pubblico e ci auguriamo che tutto ciò possa ripetersi il prossimo anno. Enorme il successo riscosso da questa seconda edizione del Festival Collegamenti – hanno sottolineato - . E’ un’iniziativa che vuole crescere. Abbiamo avuto ospiti veramente di altissimo livello, ringraziamo la direzione artistica, tutto lo staff e i volontari che si sono impegnati per la riuscita di ‘Collegamenti’ e hanno realizzato un eccellente lavoro”.

Il Festival si è concluso all’insegna della riflessione, cercando di seminare – nei tantissimi studenti che hanno affollato il cortile del centro culturale e che fino a poco prima avevano ammirato l’auto del giudice Rosario Livatino – la voglia del ‘giusto’ e del riscatto di una terra e di un popolo che, negli ultimi decenni, ha dimostrato di volersi opporre a Cosa Nostra. A testimoniare che si può sempre scegliere, nonostante si cresca “in mezzo a cose terribili”, è stato il procuratore aggiunto di Reggio Calabria Gaetano Paci che ha dialogato con gli alunni della scuola media “Giovanni Verga” di Canicattì e con il giornalista Alan Scifo.

"Sono cresciuto al fianco di ragazzi diventati killer", il procuratore aggiunto Gaetano Paci si racconta al Festival Collegamenti 

La full-immersion su temi scottanti ha poi lasciato spazio a momenti di svago con “Dance me to the end of the world”: una performance di danza e di emozione con il concerto della cantante catanese Rita Botto che è stata accompagnata da Alexandra Dimitrova, Carlo Cattaneo e Giuseppe Finocchiaro.

“Con ‘Dance me to the end of the world’, un riassunto delle 10 ore di workshop, abbiamo provato a riscoprire i nostri corpi, il tatto, l’affetto, sia pur con il rispetto dei protocolli anti-Covid vigenti – ha spiegato Lucia Cammalleri - .

La Ford Fiesta amaranto del giudice Rosario Angelo Livatino, dopo il boom di visite: è arrivata gente d’ogni età e non soltanto dalla provincia per vederla da vicino, è tornata nel garage di Angelo Terrana. Il pensionato di 91 anni e mezzo l’aveva affidata fiduciariamente al capitano Luigi Pacifico che guida la compagnia dei carabinieri Canicattì affinché, per la prima volta dall’omicidio del giudice-beato, venisse esposta in pubblico.

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