Girgenti Acque ed il Comune di Raffadali, sulla querelle interviene l’assessore Farruggia

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di AgrigentoNotizie

Ancora sul "banco degli imputati", la querelle tra Girgenti Acque ed il Comune di Raffadali. Ad intervenire è l'assessore, Santino Farruggia. Il presidente della commissione bilancio, ha così parlato.

“Care e cari Raffadalesi, Non ci poteva essere una  citazione più adatta, tratta dal grande letterato Pasolini, che sorgendo  nella mia mente mi  facesse riflettere su  tutta la querelle che ruota intorno la gestione del servizio idrico integrato.

Già perché molti di voi si struggono chiedendo e chiedendosi che fine abbia fatto il Referendum popolare sull’acqua pubblica del 2011? Cosa è successo dopo il referendum? Semplicemente i governi nazionali non hanno abrogato quella legge che non è mai stata sostituita.

A tale proposito in data 02 Ottobre 2015 il consiglio comunale di Raffadali votava all’unanimità dei presenti, una delibera di consiglio avente ad oggetto: Gestione in forma associata, diretta ed unitaria del servizio idrico integrato- proposta di costituzione sub ambito territoriale ottimale-art 5 comma 6 L.R n°19/2015.

Siamo stati,quelli di Raffadali, i primi in provincia di Agrigento e tra i primi in Sicilia a cercare di “ripubblicizzare” la gestione dell’acqua sulla scorta di una legge regionale impugnata prima ed affondata poi dall’allora governo nazionale.

Il sindaco  Silvio Cuffaro aveva già allora emanato, facendo leva sulla legge regionale 19/2015, una ordinanza, ordinanza sindacale n° 2 dell’anno 2017, ma la Corte Costituzionale con sentenza n°93/2017 del 04 Maggio 2017 ha dichiarato l'incostituzionalità della legge regionale 19 del 2015, vanificando così il contenuto di detta ordinanza.

Da allora ad oggi è intervenuta  una novità di non poco conto e cioè il commissariamento della società Girgenti Acque e le determinazioni dell’Ati Idrico ai fini della  costituzione di una azienda  speciale consortile che prenda il posto di Girgenti Acque e  pertanto la volontà politica unanime da parte dei Sindaci dei comuni consegnatari delle reti di passare la gestione da una società per azioni  ad un soggetto di diritto pubblico. In questo contesto e per queste, a mio avviso, legittime motivazioni il Sindaco di Raffadali ha emanato nel mese di Settembre una ordinanza con quale non si vuole altro che gestire direttamente il servizio idrico nelle more che l’ATI definisca l’iter procedurale per la costituzione  della nuova società pubblica, alla quale,  una volta che sarà giuridicamente esistente, Raffadali  aderirà, quale socio, assieme agli altri comuni facenti parte dell’ATI.

Non Comprendo pertanto, a cosa si riferiscano gli amici della locale sezione del Partito Democratico, quando accusano un Sindaco che  ha dimostrato negli anni di avere una grande attenzione e sensibilità  in  tema di acqua pubblica. Credete davvero  che il  sindaco sia così stolto? Quale padre se il figlio gli chiede un pane, gli da una pietra?

E’ un tema quello dell’acqua pubblica, molto complesso e che tra l’altro appartiene anche a competente istituzionali di diversa natura e di diverso livello, non dipende solo dai Sindaci ma è fondamentale  in materia l’apporto delle leggi comunitarie e nazionali che regolano la gestione. L’appello che vi faccio, raffadalesi tutti, è quello di  aiutare  il nostro Sindaco a condurre questa battaglia mettendoci al suo fianco al di là e al di sopra dei partiti politici ma tutti assieme nella qualità di cittadini. L’errore più grande che la politica può fare è tentare di strumentalizzare un tema così caro ed importante per la collettività pensando, in maniera bieca e cinica,  alle prossime elezioni comunali del 2020 e non invece al futuro nostro e dei nostri figli. Se il sindaco sentirà il vostro calore e il vostro sostegno avrà più forza sia  al tavolo dell’Ati idrico sia  innanzi il Tribunale Amministrativo per rivendicare per Raffadali tutto ciò che la legge consente. Amo Raffadali, consapevole che ai raffadalesi la testa funziona bene, sono certo comprenderanno la sincerità dei miei ragionamenti e quali grandi difficoltà, l’amministrazione comunale sta cercando di affrontare e superare.  Mi si consenta altresì, spero che lo legga, di rivolgermi a sua eccellenza il Prefetto di Agrigento. Eccellenza sono un giovane che ha lottato e lotta per non andare via da questa bellissima ma sfortunata terra di Agrigento.  Ho la massima considerazione e stima di Ella  anche se non ho avuto ancora  il piacere di conoscerla personalmente e  chissà magari un giorno la incontrerò, volevo solo rappresentarLe che  tra le cose che mi ha insegnato, negli anni, l’uomo Silvio Cuffaro e, non solo il Sindaco, c’è il rispetto e la fiducia totale nelle istituzioni della repubblica italiana. Sono a conoscenza che successivamente all’ordinanza del settembre scorso, il sindaco si è incontrato con i commissari, che Ella ha avuto modo di sentirsi telefonicamente con il Sindaco (da qui il comunicato stampa del 30 settembre 2019), che successivamente ancora, a margine di una manifestazione organizzata presso la curia vescovile, Ella e il Sindaco, di presenza, avete iniziato a confrontarvi sul  problema. Mi chiedo e chiedo a voi  Eccellenza  e al nostro sindaco perché non fate  in modo di incontravi nelle sedi opportune, al fine di affrontare e risolvere la questione? Per quanto mi riguarda voglio aiutare il  sindaco della mia città, la città che amo, e lo farò  chiedendo la collaborazione ai cittadini,  ai partiti politici, alle associazioni, ai sindacati, ai movimenti civici, al comitato (di Raffadali)  per l’acqua pubblica, ai  consiglieri comunali della maggioranza, della opposizione e, perchè no anche ai consiglieri comunali  in cerca d’autore. Cosìcchè facendo squadra, si possa  risolvere nei modi  consentiti dalla legge tale  situazione



 

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