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Relitti sulla spiaggia di Torre Salsa, Guardia costiera sequestra area

La Capitaneria: "La parte della tuga insabbiata appartiene ad una imbarcazione utilizzata per uno sbarco ‘fantasma’ avvenuto nel novembre del 2019"

 

La confusione - per riuscire a ricostruire a quale sbarco "fantasma" appartenesse quel peschereccio i cui resti sono stati ritrovati sulla spiaggia di Torre Salsa - nelle ultime ore è regnata sovrana. Prima, la Capitaneria di porto Empedoclina aveva scritto di uno sbarco dello scorso aprile. Oggi, provando ancora a fare charezza - per "sciogliere ogni dubbio sulla vicenda" - ha scritto che si parla di uno sbarco "fantasma" dello scorso novembre: Uno sbarco di cui AgrigentoNotizie aveva dato conto. 

"La parte della tuga insabbiata appartiene ad una imbarcazione utilizzata per uno sbarco cosiddetto ‘fantasma’ avvenuto nel novembre del 2019 - hanno scritto dalla Guardia costiera - . In quell’occasione dopo lo sbarco dei migranti la barca rimase arenata davanti all'arenile, ma le mareggiate dei giorni successivi portarono all’affondamento della stessa. I resti dell’imbarcazione in parte affondarono ed in parte furono portati sulla spiaggia, come quella parte della tuga".

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La Capitaneria di porto di Porto Empedocle su indicazione della Procura della Repubblica di Agrigento sta procedendo a sequestrare l’area interessata e sono in corso da parte delle autorità competenti tutte le procedure per la rimozione dei tanti relitti che si trovano nella riserva naturale orientata. Perché di resti e relitti, sull'arenile, determinando quello che è uno scempio, ce ne sono.

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"Come già confermato dalla Procura della Repubblica non vi è alcun legame con le vicende relative sia ai ritrovamenti degli stupefacenti ne con il ritrovamento dei cadaveri" - ha concluso la Capitaneria di porto - . 
 

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