"Non poteva espropriare quei terreni", Comune condannato in appello ricorre in Cassazione

La Corte ha riformato la sentenza del tribunale di Agrigento: il Municipio deve pagare all'istituto autonomo case popolari 304.655 euro 

Nubi nere, anzi nerissime, all'orizzonte del Municipio di Porto Empedocle. Il Comune è in dissesto finanziario dal 12 ottobre del 2016. Negli ultimi giorni, fra le tante grane, la Giunta ha deliberato di conferire un incarico ad un legale per ricorrere in Cassazione contro la sentenza di condanna. 

Il tribunale di Agrigento lo ha condannato al pagamento di 761.639,63 euro, in parziale accoglimento della richiesta dell'Iacp. A questa ingente somma: 761.639,63 euro vanno aggiunti anche gli interessi legali a partire dal novembre del 2009. I giudici hanno ritenuto parzialmente fondata la domanda di rivalsa dell'istituto autonomo case popolari sul Comune di Porto Empedocle "delle somme corrisposte a due fratelli a titolo di indennizzo per l'irreversibile trasformazione dei terreni di loro proprietà, dei quali il Comune era ritenuto corresponsabile per aver omesso di adottare il provvedimento di perimetrazione del centro urbano e di determinare l'indennità provvisoria con conseguente impossibilità di emettere decreto di esproprio".

La Corte d'appello di Palermo, accogliendo parzialmente il ricorso del Municipio di Porto Empedocle, ha riformato la sentenza del tribunale di Agrigento nella parte in cui era stato condannato al pagamento in favore dell'Iacp, rideterminando l'importo dovuto dal Comune di Porto Empedocle in 304.655 euro. Una somma che non potrà che essere - qualora la sentenza venisse confermata - una ulteriore stangata per le casse di un Comune che è, appunto, già in gravi difficoltà finanziarie. 

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