Trione: "Mitoraj nella Valle dei Templi? Una mostra non può non tenere conto del contesto"

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di AgrigentoNotizie

Il difficile rapporto tra arte contemporanea e classicità, l’analisi, critica, di una delle mostre che maggiormente hanno riscosso successo mediatico nella Valle dei Templi di Agrigento, quella di Igor Mitoraj.Sono questi alcuni dei contributi offerti agli allievi che stanno partecipando al master di scrittura in corso fino al 7 luglio nei locali della fondazione Sciascia da Vincenzo Trione, professore ordinario di “Arte e media” e preside della Facoltà di “Arti, turismo e mercati” della Libera Università di Lingue e Comunicazione “Iulm” di Milano, intervenuto sul tema “Come l’arte contemporanea dialoga con la storia dell’arte e con l’archeologia”. Durante la sua lezione ha citato anche l’esempio della Valle dei Templi.

“Ho provato a sostenere che in occasione di mostre come quella di Mitoraj – ha spiegato Trione - le opere sono state collocate come semplici oggetti di design all’interno di un sito straordinario quale la Valle dei Templi. E’ auspicabile, a parer mio, che gli interventi di arte contemporanea in un sito archeologico siano figli di una concertazione, di un confronto tra l’artista, la storia del luogo, la Soprintendenza e gli archeologi per far sì che l’arte esca fuori dalla dimensione del mero arredo e sia figlia di un dialogo problematico, attivo e, spesso stimolante con l’archeologia. Senza nulla togliere al valore delle opere - continua -, non è pensabile che l’esposizione possa essere ripetuta sempre uguale in tanti altri siti, come è avvenuto subito dopo a Pompei. Anche lì mancava un progetto ad hoc. Ho rivisto quella mostra in contesti totalmente diversi, come nel cuore di città come Valencia o come Madrid.

Che siano opere adattabili ad ogni contesto non mi sembra esattamente la miglior cosa”. Per il preside di Facoltà l’artista dovrebbe poter dar sfogo alla propria creatività partendo dal sito in cui l’opera andrà collocata e non il contrario.

Anche Fabrizio Plessi, in effetti, aveva già realizzato quelle strutture in altri contesti, prima che nella Valle dei Templi. La tesi del professore della Iulm è che queste mostre non producano l’effetto di attrarre più visitatori, perché i fruitori di arte contemporanea rappresentano un target diverso da quello degli appassionati di archeologia.

Trione, inoltre, ha apprezzato la qualità degli allievi che stanno partecipando al master.

“E’ stata un’esperienza abbastanza inattesa – ha detto -. In particolar modo è stata stimolante la modalità di lavoro utilizzata: dopo un momento più tradizionale di riflessione sul tema, i corsisti sono stati coinvolti ad avanzare essi stessi a fare delle proposte di presenza dell’arte contemporanea all’intero di un sito archeologico. L’aspetto che mi ha colpito è sicuramente l’attenzione dei ragazzi. Non si coglie spesso questo tipo di vivacità. Spero che sia solo la prima di altre esperienze di questo tipo”.

Il master, iniziato lo scorso 1 luglio, è promosso dal Distretto Turistico Valle dei Templi in collaborazione con l’Associazione Strada degli Scrittori e la Fondazione Sciascia, con il coordinamento scientifico dell’Associazione Treccani Cultura e con il patrocinio della Presidenza dell’Assemblea Regionale Siciliana.

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