Ricettazione di preziosi ed elettrodomestici, in tre finiscono a processo

La vicenda scaturisce da una perquisizione dei carabinieri, due degli imputati sono detenuti per mafia

Oggetti preziosi, bigiotteria ed elettrodomestici di vario tipo di provenienza illecita, probabilmente destinati alla vendita: i carabinieri fecero una perquisizione nelle loro abitazioni e scattarono le denunce per ricettazione. Quasi dieci anni dopo i fatti per tre imputati, due dei quali sono detenuti in carcere per scontare una condanna nell’operazione antimafia Nuova Cupola, parte il processo. Si tratta di Alessandro Infantino, 33 anni, del fratello Giuseppe, 38 anni e di Natale Bianchi, 42 anni.

L’accusa nei loro confronti è di ricettazione. Le posizioni dei tre indagati (difesi dagli avvocati Davide Casà, Carmelita Danile, Giacomo La Russa e Daniele Re) sono state separate e, in particolare, è stata stralciata quella di Alessandro Infantino, residente in Belgio, che non ha ancora ricevuto la notifica. Per lui il processo inizierà il 14 marzo. Il 10 gennaio, invece, si torna in aula per il fratello e per Bianchi. La vicenda è molto vecchia e risale a quasi dieci anni fa, con esattezza al 18 gennaio del 2010. 

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