"Ha violato la sorveglianza speciale", convalidato l'arresto di Fabrizio Messina

Il giudice, però, non applica alcuna misura cautelare: il boss empedoclino sarà processato per direttissima

Fabrizio Messina

Arresto convalidato ma senza l’applicazione di alcuna misura cautelare. Sarà il processo per direttissima, disposto dal pubblico ministero Salvatore Vella, che aveva invece chiesto gli arresti domiciliari, a stabilire se il boss Fabrizio Messina, 41 anni, che solo di recente ha finito di scontare la nuova condanna per mafia, è colpevole di avere violato la misura di prevenzione della sorveglianza speciale.

I suoi difensori, gli avvocati Alfonso Neri e Salvatore Pennica, durante l’udienza di convalida che si è celebrata ieri mattina davanti al giudice monocratico Giancarlo Caruso, hanno insistito per la tesi della “buona fede e dell’assenza del dolo”. I carabinieri, lunedì sera, lo hanno sorpreso all’interno di una pescheria di Porto Empedocle, ancora chiusa al pubblico, di proprietà di uno dei fratelli del boss – Valentino Messina (anche lui coinvolto in vicende di mafia in passato ma uscito indenne) – all’interno della quale si trovavano altri pregiudicati. In questo modo, sostiene l’accusa, avrebbe violato proprio una delle prescrizioni contenute nel provvedimento imposto dalla sezione misure di prevenzione che gli impone di non frequentare persone con precedenti penali.

Una circostanza che – è la sua versione difensiva – non gli era nota rappresentando che “gli altri avventori della pescheria hanno precedenti di minimo rilievo come l’oltraggio a pubblico ufficiale e la spendita di banconote false”.

Il giudice Giancarlo Caruso, dopo avere convalidato l’arresto disposto dai carabinieri, non ha ritenuto di disporre alcuna misura cautelare nell’attesa di approfondire la questione al processo. Il processo continua il 18 maggio. Messina tornò libero il 26 giugno del 2016, quattro anni esatti dopo l’arresto nella maxi operazione Nuova Cupola”. 
 

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