Servizio idrico, l'Ati entro settembre deciderà: Spa o azienda consortile?

Annunciata un'assemblea per giorno nove, anche se non è stata ancora formalizzata alcuna richiesta

Al momento è solamente un annuncio, perché atti formali non ne sono stati ancora firmati, ma le rassicurazioni in tal senso non sono mancate nei confronti dei sindaci: il prossimo 9 settembre l'assemblea territoriale idrica di Agrigento si potrebbe riunire per discutere della fatidica scelta della forma di gestione da adottare per i prossimi anni nel "post Girgenti Acque".

I commissari: "Girgenti Acque ha oltre 28 milioni di euro"

Al momento sul tavolo ci sono due statuti: uno per la creazione di una società consortile e uno per una spa pubblica. Una strada, la prima, a cui a parole vorrebbero puntare tutti, mentre "off record" si apprestano a spiegare che comunque la società per azioni sarebbe più semplice da gestire e comunque resterebbe "impermeabile" da possibili ingressi da parte di investitori privati.

Al netto di quanto (e quando) sceglieranno i sindaci c'è da dire che il cammino sarà lunghissimo, anche a causa del tanto tempo finora perso. Lo statuto, una volta votato dall'Ati, dovrà essere infatti votato tal quale dai Consigli comunali: ogni modifica apportata provocherebbe infatti un ritorno indietro del documento emendato, che dovrebbe essere appunto ri-votato nuovamente. Questo nonostante i consiglieri comunali non abbiano di fatto la possibilità di modificare la scelta fatta dall'Assemblea.

Gestione diretta del servizio idrico, si pensa ad una deroga per i comuni "ribelli"

Un'attesa che nel frattempo sta "spaccando" il fronte delle associazioni per l'acqua pubblica, che formalmente hanno dichiarato di essere sostenitrici dell'azienda consortile ma oggi interessate da una guerra di "sussurri" tra coloro che sostengono l'azienda consortile (ritenendo sia oggi l'unico modo per evitare una Spa che, dicono, riconsegnerebbe prima o poi la gestione ai privati) e quelle che invece l'accusano di essere un "cavallo di troia" per consegnare alla fine il controllo di tutto alla Siciliacque.

Spa o società consortile? Dentro l'Ati c'è chi avrebbe già deciso..

In tutto questo ci sarà da tenere in considerazione l'evoluzione della vicenda che riguarda i comuni non consegnatari. Questi come noto hanno chiesto di accedere ai benefici di legge per gestire in proprio, ma alla fine il numero di quelli che rientrerebbero nei parametri normativi sarebbe ristretto. Per questo, come noto, l'Ati sta valutando la possibilità di votare una sorta di "deroga" temporanea per consentire a questi di rientrare su temi come l'efficienza del sistema di depurazione o il pagamento a tariffa piuttosto che forfettario. Tanta, troppa, carne al fuoco. E il timore che i ritardi, le incertezze e i buchi di gestione vadano a favorire chi, formalmente, si è detto di voler avversare.

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