Comuni "ribelli", arriva una moratoria per garantire la gestione diretta

Avranno 18 mesi per mettersi in regola, ma dovranno consegnare l'acqua non utilizzata all'Ambito: peccato che i pozzi siano già pubblici

(foto ARCHIVIO)

Si attende ormai da mesi che l'Ati individui i Comuni che hanno diritto alla gestione diretta delle "proprie" risorse idriche tra quelli che ormai un decennio fa si rifiutarono di consegnare le reti idriche all'allora Ato, e alla fine l'Assemblea territoriale idrica, attraverso il proprio direttivo, sceglie di rinviare.

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Tutto è contenuto in un provvedimento firmato appunto dal vertice dell'Ati che, nel ripercorrere le condizioni previste dall'articolo 147 della legge 152 del 2006 per i centri che intendono gestire in modo diretto le proprie risorse idriche (tra queste, la presenza di fonti di acqua pregiata, quindi con gli stessi valori di quella potabile già alla fonte, e il fatto che queste risorse si trovino all'interno di un parco naturalistico ecc) prevede una sorta di "moratoria" per altre delle condizioni di legge. Si legge, infatti, che si potranno concedere i benefici “dell’articolo 147 con prescrizione e/o condizione per le trasformazioni delle tariffe a forfait a consumo, per l’istallazione dei contatori idrometrici delle utenze e dell’adeguamento degli impianti di depurazione per i comuni che hanno in corso delle procedure di finanziamento da parte del ‘Patto per il sud’ o ‘Fsc’ o comunque altre forme di finanziamento pubblico”. Quindi anche in assenza di contatori e misuratori in uscita ai pozzi, ma anche di carenze accertate in termini di gestione dei depuratori - cioè quasi tutti i comuni richiedenti - si potrà comunque ottenere del tempo aggiuntivo per risolvere tutto. Si parla di 18 mesi, per quanto al momento nel documento non sia stato indicato nulla.

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I Comuni dovranno comunque firmare una convenzione  con l'Ati e impegnarsi a garantire all'Ambito "le fonti di approvvigionamento e/o i volumi idrici in eccesso al proprio fabbisogno”. Un sistema che consentirebbe, pare, il recupero di almeno 100 litri secondo.

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