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Osservazione, pedinamenti ma anche un drone per scovare la maxi piantagione di "erba"

Il capitano Lucarelli: "Un blitz silenzioso tant'è che siamo arrivati al secondo essiccatoio dove sono stati sorpresi i due operai intenti nella lavorazione della marijuana e non si erano assolutamente resi conto dell'attività in corso"

 

E' stato usato - durante i giorni di osservazione e pedinamento dei sospetti - anche un drone. "Non è stato facile individuare la maxi piantagione perché era ben nascosta tra gli ettari ed ettari di terreno fra Naro e Campobello di Licata - ha spiegato, durante la conferenza stampa svoltasi al comando provinciale dell'Arma di Agrigento, il capitano della compagnia di Licata: Francesco Lucarelli - . Non appena abbiamo capito di chi fossero i terreni, abbiamo deciso di intervenire rapidamente e in maniera silenziosa. Non appena preso il primo soggetto, nel casolare dove è stata rinvenuta la marijuana già confezionata e la pistola, non abbiamo fatto alcun rumore tant'è che siamo arrivati al secondo essiccatoio dove sono stati sorpresi i due operai intenti nella lavorazione della marijuana e non si erano assolutamente resi conto dell'attività in corso".

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"Ci siamo avvalsi anche di un drone. Un'attività fatta anche con strumenti tecnologici di un certo livello" - ha spiegato il colonnello Giovanni Pellegrino, a capo del comando provinciale dell'Arma dei carabinieri di Agrigento - . Complessivamente, fra piante ancora da raccogliere e marijuana già essiccata, sono state ben 30 le tonnellate di "erba" che sono state sequestrate e che, in queste ore, vengono distrutte direttamente sul posto. 

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