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Nuova agenda europea per i beni culturali, Firetto: "La Carta di Agrigento sarà la leva di sviluppo"

Dalla città dei Templi il presidente del consiglio nazionale Anci, Bianco :"Nel campo della cultura si gioca una partita importante"

 

Fare sistema, unendo le migliori esperienze attive nello sviluppo culturale al servizio di chi vuole attingere ai fondi europei affinchè le risorse messe a disposizione da Bruxelles si sfruttino al meglio senza lasciarle inutilizzate. Questi, in sintesi, sono stati i temi discussi nella prima delle due giornate del convegno dell'Anci dal titolo "Una nuova agenda europea per la cultura e i beni culturali" che si svolge all'ex collegio dei Filipppini di Agrigento. Sindaci, operatori turistici, professionisti e studenti sono i protagonisti dell'evento che si chiude con la stesura della Carta di Agrigento: un documento di proposte che sarà poi sottoposto al vaglio dell'Unione Europea.

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"Il nostro Paese - dichiara Enzo Bianco, presidente del consiglio nazionale Anci - ha finalmente compreso che nel campo della cultura si gioca una partita importante anche dal punto di vista economico e sociale. L'Anci - ha aggiunto - ha deciso di scommettere e rafforzare la nostra capacità di curare, non solo i beni culturali, ma di utilizzarla anche come fattore economico per dare occupazionre soprattutto ai nostri ragazzi".

Nella città dei Templi anche il presidente Anci Sicilia, nonchè sindaco di Palermo Leoluca Orlando che ai microfoni di AgrigentoNotizie dice: "Non puoi valorizzare, proteggere e promuovere i beni culturali se non hai una cultura adeguata e allora dobbiamo pensare al cambio culturale, Palermo è diventata oggi un punto di riferimento nel mondo anche per lo sviluppo turistico perchè abbiamo realizzato un cambiamento culturale, quarant'anni fa la capitale della mafia oggi la capitale dei diritti, la capitale dell'accoglienza". Non poteva mancare il sindaco di Catania, seconda città siciliana per numero di abitanti. "La Sicilia - dichiara Salvo Pogliese -  è la regione al mondo con l'incidenza maggiore rispetto all'estensione territoriale dei siti inseriti all'interno della world heritage list dell'Unesco, 7 siti in Sicilia, paragonabili ad alcune nazioni europee. Dobbiamo essere orgogliosi di questo ma dobbiamo essere anche - conclude il sindaco etneo -  assolutamente consequenziali nell'utilizzo del nostro eccezionale patrimonio archeologico, monumentale e paesaggistico".

Il padrone di casa, il sindaco della città dei Templi, Lillo Firetto si è soffermato invece sul valore del documento che si sottoscriverà a chiusura del convegno. "La Carta di Agrigento - dice Firetto -  è un canovaccio che stabilisce direttrici attraverso le quali le città creano leva culturale, attraverso la quale, creare sviluppo oltre che coesione territoriale e credo che sia un punto di partenza che nasce non più da enti sovrapposti ma che nasce proprio dalle città".
 

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