Devi disattivare ad-block per riprodurre il video.
Play
Replay
Play Replay Pausa
Disattiva audio Disattiva audio Disattiva audio Attiva audio
Indietro di 10 secondi
Avanti di 10 secondi
Spot
Attiva schermo intero Disattiva schermo intero
Skip
Il video non può essere riprodotto: riprova più tardi.
Attendi solo un istante...
Forse potrebbe interessarti...

Immigrazione, Giorgia Meloni ad Agrigento: "Impedire le partenze, serve blocco navale

Il leader di Fratelli d'Italia: "Il Governo è un po' indietro sul Recovery fund, parte di quelle di risorse rischiano di arrivare quando le imprese che dovremmo salvare con quei fondi saranno già morte. Domani saremo a Catania per portare solidarietà a Matteo Salvini"

 

"Sul tema dei migranti penso che si continuino ad affrontare questioni che non risolvono il problema. Il punto non è dove chiudere e dove aprire, non è chiudere una regione e spostare quei migranti in un'altra. Il punto è e rimane impedire le partenze. Fratelli d'Italia è l'unico partito che ha fatto una proposta sensata: una missione europea, un dialogo con le autorità libiche, l'istituzione, in accordo con le autorità libiche, di un blocco navale al largo delle coste della Libia, l'apertura in Africa degli hotspot, la valutazione in Africa di chi ha diritto ad essere rifugiato e chi invece è immigrato clandestino e poi la distribuzione equa, nei 27 Paesi, solo dei profughi". Lo ha detto il leader di Fratelli d'Italia, Giorgia Meloni, ad Agrigento dove si trova per la conclusione della campagna elettorale. "Quando continuiamo a parlare della modifica delle norme di Dublino, affrontiamo un falso problema - ha spiegato - perché Dublino riguarda solo i profughi e di quelli che arrivano da noi, i profughi sono al massimo il 10 per cento. Col rimanente 90 per cento, di grazia, cosa dovremmo farci? Vedete bene - ha concluso - che sono tutti dibattiti campati in aria fino a quando non si deciderà di coinvolgere l'Unione Europea su un progetto di blocco navale".

"Domani saremo a Catania per portare la solidarietà a Matteo Salvini, è un nostro solido alleato. Ma ci siamo anche e soprattutto per difendere un principio sacrosanto: un ministro che fa quello che la maggioranza degli italiani gli ha chiesto di fare, che difende le leggi di questa nazione e che difende i confini di questa nazione, non può essere processato per questo" - ha aggiunto Giorgia Meloni in riferimento all'udienza di domani a Catania dell'ex ministro dell'Interno Salvini per il caso Gregoretti - . "Mi stupisce come, a 360 gradi nella politica italiana, non si comprenda quanto sia mostruoso questo precedente. Perché se domani un ministro - ha aggiunto Meloni - sarà processato, ogni qualvolta non faccia quello che pretende il mainstrem, vi comunico ufficialmente che in Italia è finita la democrazia".

"Il Governo è un po' indietro sul Recovery fund, le risorse già arriveranno in ritardo rispetto alle necessità. Parte di quelle di risorse rischiano di arrivare quando le imprese che dovremmo salvare con quei fondi saranno già morte e il fatto che il Governo arrivi sulla soglia di quando dovrebbe consegnare il proprio piano, con delle linee guida molto fumose e che, tanto per cambiare, non accetti il confronto con le opposizioni, a me non fa essere ottimista. Ma noi come Fratelli d'Italia faremo come sempre la nostra parte per dare una mano alla nazione" - ha spiegato, in piazza Cavour, la leader di Fdi - . 

"Il tema della leadership per noi è un tema secondario. Il nostro lavoro è fatto per far crescere la coalizione del centrodestra e l'obiettivo è andare al governo di questa nazione e avere numeri sufficienti per rimanere in sella almeno 5 anni e poter fare le cose coraggiose che in Italia vanno fatte. Non ci interessa la competizione interna che appassiona molto i giornalisti - ha chiarito - . Il nostro è un lavoro fatto nell'ambito di una coalizione nella quale siamo tutti per scelta, a differenza di chi oggi è al Governo - ha spiegato Meloni - e sta insieme per interesse".

Potrebbe Interessarti

Torna su
AgrigentoNotizie è in caricamento