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Carcere Petrusa, Musumeci dopo la visita: "Mi vergogno di questo istituto"

Il governatore lancia un appello al governo Conte: "Pretendiamo di essere rispettati e trattati esattamente come gli altri"

 

Dopo la lettera al ministro della Giustizia, Alfonso Bonafede, per chiedere interventi risolutivi alle criticità della casa circondariale “Pasquale Di Lorenzo” di Agrigento, il governatore dell’isola, Nello Musumeci, si è recato personalmente nel carcere di contrada Petrusa per constatare lo stato del penitenziario. 

“Questo istituto, non fa onore al sistema carcerario italiano” - sono state queste le parole del governatore della Regione all’uscita di uno dei bracci detentivi.  Ad accoglierlo, sono stati il direttore del carcere, Valerio Pappalardo, e il comandante della sezione di polizia penitenziaria, Giuseppe Lo Faro. Nella stanza del direttore, al  presidente Musumeci sono state illustrate le diverse criticità, organizzative e  strutturali. Fra queste, forse la più patologica, quella della carenza di organico del personale, con circa cento agenti in meno rispetto al fabbisogno.

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Sulla qualità della vita detentiva poi, il  governatore della Regione ha detto: "Mancano esigenze elementari e prioritarie. Come si può pensare – ha aggiunto Musumeci - alla rieducazione del detenuto se lo Stato risponde con un atteggiamento di assoluta inefficienza?”.

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Musumeci ha parlato anche dell’assenza dei servizi essenziali per la popolazione detentiva, come ad esempio la carenza di docce che costringono i carcerati, a file estenuanti per potersi lavare. Ma anche dei ritardi nei lavori di manutenzione degli impianti di riscaldamento che costringono al freddo, personale e carcerati. Proprio sul carcere di contrada Petrusa, la Procura della Repubblica ha recentemente aperto un fascicolo di inchiesta su presunti casi di violenze degli agenti penitenziari su alcuni detenuti. Dalla casa circondariale “Di Lorenzo”, il governatore Musumeci rilancia un messaggio al ministro della Giustizia Bonafede e al governo Conte: “Abbiamo la necessità di fare un quadro completo della situazione delle carceri siciliane e presentarlo al governo centrale. Voglio ricordare a Roma che la nostra è la regione più grande d’Italia dove vivono persone con un grado di civiltà pari a quello delle altre regioni, pretendiamo di essere rispettati e trattati esattamente come gli altri”.

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