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Misterioso sacco di juta sepolto fra la sabbia di San Leone, l'Arma prova a fare chiarezza

C'è una condotta? Magari anche abusiva? Sembrano essere questi gli interrogativi ai quali stanno lavorando i carabinieri del centro Anticrimine Natura del comando provinciale

 

C'è una condotta? Magari anche abusiva? Sembrano essere questi gli interrogativi ai quali stanno lavorando, nelle ultime ore, i carabinieri del centro Anticrimine Natura del comando provinciale di Agrigento. Il quadrato di spiaggia, fra la quinta e la sesta traversa del viale Delle Dune a San Leone, è stato transennato. Il nastro è proprio quello dei militari dell'Arma. In mezzo alla sabbia, a circa due metri di profondità, c'è quello che sembra essere un sacco di juta. Un telo che i carabinieri, nonostante gli sforzi: pala alla mano, non sono riusciti a tirar fuori. E non vi sono riusciti perché è appunto a profondità: praticamente in mezzo all'acqua. 

Il centro Anticrimine Natura dell'Arma sta interessando, formalmente, Demanio marittimo e Comune di Agrigento. Proprio all'ufficio tecnico di palazzo dei Giganti sarebbe stato chiesto se, in quel punto, passa o meno qualche condotta o qualche "pennello a mare". Per comprendere cosa effettivamente ci sia in quel punto di spiaggia sanleonina, parebbe indispensabile procedere con un escavatore o con un bobcat. Ma prima sarà necessario avere contezza, per non creare danni alle eventuali condotte sottostanti, di quello che ufficialmente c'è e passa in quel tratto di arenile. 

La presenza di quel sacco, o telo, di juta sta creando chiacchiericcio fra gli agrigentini che ne sono a conoscenza. L'immediata associazione mentale, forse anche scontata, è stata quella che ha riportato alla mente le scatole e i sacchi di juta che contenevano panetti di hashish. I rinvenimenti hanno riguardato San Leone, Realmonte e altre spiagge della Sicilia. Lo scorso 21 gennaio, sempre su una spiaggia di San Leone, i carabinieri ritrovarono - sul bagnasciuga - poco meno di 4 chili di hashish: una cinquantina di pezzi, fra panetti integri e frammenti. Un possibile collegamento con le scatole di hashish, allo stato dei fatti, viene però escluso da investigatori e inquirenti. Difficile pensare, infatti, a qualcosa di appositamente occultato. Perché i carabinieri neanche scavando, con tanto di pala, sono riusciti tirar fuori quel telo. Nessuno avrebbe potuto nascondere in quel modo qualcosa che poteva/doveva essere recuperato.   

La Procura della Repubblica, con a capo Luigi Patronaggio, è stata, naturalmente, notiziata. Al momento, non c'è nessuno scenario che abbia rilievo penale. C'è un sacco, o un telo, di juta che spunta dalla sabbia e che non si riesce a tirare fuori. Una presenza inusuale e, se si vuole, anche misteriosa. Occorre, dunque, soltanto fare chiarezza e consentire agli accertamenti - no indagini in questo momento, ma accertamenti - di progredire. Servirà, verosimilmente, qualche giorno. Servirà, altrettanto verosimilmente, se è possibile, procedere con un bobcat per rimuovere la sabbia. 

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