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Casa di riposo focolaio di Covid-19, lo straziante appello di un operatore: "Servono medici e infermieri”

Il sindaco di Sambuca di Sicilia Leo Ciaccio, raggiunto telefonicamente da AgrigentoNotizie, non esclude che il suo Comune possa diventare una "zona rossa"

 

Il focolaio della casa di riposo per anziani di Sambuca di Sicilia, che conta cinquantasei positivi al Coronavirus, preoccupa. E non soltanto il piccolo paese agrigentino.  AgrigentoNotizie ha raggiunto telefonicamente il sindaco Leo Ciaccio a cui è stato chiesto: “Teme che Sambuca possa diventare zona rossa?”. 

“Penso che le condizioni ci siano – ha spiegato il sindaco di Sambuca di Sicilia - . Da un lato, sono convinto che possa essere una formula per evitare altri contagi e per mettere fine a questa diffusione del virus, dall’altro lato sono preoccupato perché la zona "rossa", comunque, blocca quella piccola parte di economia che si sta muovendo”.

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AgrigentoNotizie è riuscita anche a contattare uno degli operatori della casa di riposo. Dalla testimonianza raccolta, nell’immobile, attualmente isolati, oltre agli anziani ospiti, ci sono anche una decina di operatori e responsabili della struttura. L’uomo al telefono, con voce rotta dal pianto, ha lanciato un disperato appello:. "Servono medici e infermieri, qui non è come se avessimo la peste e non vuole entrare nessuno”.

L’operatore, amareggiato, ha anche detto - ad AgrigentoNotizie - di aver contattato e chiesto aiuto all’azienda sanitaria provinciale di Agrigento che avrebbe, a sua volta, contattato, per avere specifiche linee guida da far seguire, l'assessorato regionale alla Sanità. "Il personale è esausto, è chiuso qua dentro - ha spiegato l'operatore, emozionandosi - . Qualcuno dei colleghi che era fuori è rientrato perché ha compreso l'esigenza. Abbiamo bisogno di personale sanitario, gli operatori fanno tutto, ma è necessario un aiuto infermieristico". In merito alla situazione interna alla struttura, l’operatore riferisce di due casi critici. "Ci sono due anziani in gravi condizioni, è venuto pure il personale del 118 - ha spiegato - .  Ci sono volontari che ci portano da mangiare. Abbiamo le provviste, ma non abbiamo il tempo per cucinare. Qua suonano in continuazione i campanelli, è una continua emergenza". 

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