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Cala il sipario sul Mandorlo in fiore, Parello e Firetto: "La kermesse deve diventare un traino per il Paese"

 

"E' stata una edizione molto faticosa e ambiziosa visto che dovevamo rispettare target molto alti, essendo stati inseriti all'interno del 'patrimonio europeo della cultura'. Siamo stati all'altezza. Questa edizione è stata ricca e significativa per i contenuti. Il messaggio era: 'dal passato al futuro' ed è un messaggio che siamo riusciti a dare e speriamo che sia da auspicio per il prossimo anno. In questa edizione c'è stato un sentimento di reale amicizia e di collaborazione. Il Mandorlo in fiore ha raggiunto l'obiettivo di fare colloquiare i popoli della terra sotto il tempio della Concordia". Lo ha detto, subito dopo che è calato il sipario sulla settantatreesima edizione del "Mandorlo in fiore", il direttore del Parco archeologico e paesaggistico Valle dei Templi: Giuseppe Parello.

 

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"E' una edizione che sarà ricordata per tante cose: è lievitata la qualità, l'organizzazione, la capacità di promozione - ha spiegato, invece, il sindaco di Agrigento, Lillo Firetto - . Una manifestazione che sarà ricordata anche per la perdita, durante la 'Fiaccolata dell'Amicizia', di Jean-Marc Bodart che sarà, però, per sempre presente in questa kermesse".

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"Dal 2015 è cambiato tutto, non solo per la data prescelta e i fatti ci stanno dando ragione - ha aggiunto Firetto - ma credo che stia cambiando, e in positivo, la capacità d'attrazione che ha il Mandorlo in fiore. Non ci si deve, però, fermare qui. Il prossimo anno dobbiamo riuscire a far lievitare ancora la kermesse affinché diventi un traino per l'intero Paese". 

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