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"Basta contare i morti in mare: stop a chiusure, senza dare alternative a queste persone"

Sei anni dopo il naufragio che uccise 366 persone e dopo il corteo di barche sul luogo della strage, da Lampedusa torna ad alzarsi forte e chiaro l'appello

 

"Basta contare i morti in mare. Basta chiusure, senza dare alternative a queste persone". E' forte e chiaro l'appello lanciato - a margine del corteo che ha portato cittadini, associazioni, istituzioni e studenti alla Porta d'Europa - da Tareke Brhame: presidente del comitato "3 ottobre".

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"Abbiamo scritto una pagina storica a livello europeo. Per la prima volta abbiamo messo insieme 20 Paesi europei. La nostra domanda è: perché il Governo europeo non può fare lo stesso? Come stanno facendo, in questi giorni, i giovani. Da oggi in poi bisogna dire: basta italiano, basta tedesco, basta francese perché siamo tutti europei. Dobbiamo lavorare tutti insieme per dare un'alternativa concreta, andare ad incidere nei paesi d'origine, dare un sostegno ai paesi di transito e aprire i corridoi umanitari".  

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"Da Lampedusa parte una voce molto forte, sacrosanta: l'Europa ha il dovere di intervenire e spiegare quello che sta accadendo e soprattutto dare risposte. Ma anche l'Italia ha il dovere di intervenire, nell'attesa che l'Europa capisca, l'Italia deve aprire le porte, deve abbattere i muri, deve aprire porte e porti". Lo ha detto Giuseppe Cristoforo, sottosegretario Miur, durante il corteo per commemorare l'anniversario. "Spero di poter celebrare, un giorno, questa giornata, considerandola veramente giornata della memoria. Ed oggi non lo è ancora - ha aggiunto - perché la strage non è finita il 3 ottobre del 2013, ma la strage è continuata: sono morte migliaia e migliaia di persone anche in questi anni. E' quindi una giornata della memoria molto atipica. Spero che un giorno possa essere un drammatico ricordo del passato, da poter raccontare e da poter considerare una storia finita". 

"L'anno prossimo abbiamo bisogno che vengano a Lampedusa anche i ragazzi delle scuole dei paesi rivieraschi del Mediterraneo, perchè solo scambiandoci le idee possiamo capire come si vive in Italia, in Europa, in Africa, perchè solo contaminando la cultura ci può essere un mondo di pace - ha detto, invece, il sindaco di Lampedusa, Totò Martello, a conclusione del suo intervento davanti alla Porta d'Europa - . Questa - ha aggiunto - non è solo una Porta, questa è anche la finestra dell'Europa. E allora dalla finestra gli altri devono guardare quello che succede nel Mediterraneo".

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