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Commemorazione Livatino, il prefetto Caputo: "La mafia è cambiata e i giovani devono conoscere i pericoli"

Attorno alla stele a lui dedicata, oltre alle maggiori cariche istituzionali, anche diversi bambini

 

Nel ricordo di Rosario Livatino. Ventotto anni dopo l’efferato delitto, oggi, si è ricordato il “giudice ragazzino”. Attorno alla stele a lui dedicata, oltre alle maggiori cariche istituzionali, anche diversi bambini.

“Sono cambiate moltissime cose rispetto a quegli anni – ha detto il prefetto di Agrigento, Dario Caputo - a cominciare dalla stessa mafia. E' cambiata e i giovani devono conoscere i pericoli contro i quali si devono confrontare".

Presente alla commemorazione del giudice ucciso dalla mafia, anche Paolo Criscuoli del Csm. “E’ un momento fondamentale, dobbiamo ricordare un giudice importante per tutto il Paese. Col suo esempio ha ricordato che i valori di legalità e lealtà devono essere trasmessi a tutta la società. Livatino è un esempio importante anche per i giovani magistrati”.

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Alla commemorazione del giudice ragazzino anche e soprattutto, don Giuseppe Livatino: “Il ricordo è vivo – ha detto - non solo qui ma anche il tutto il mondo. Questo prezioso patrimonio diventa più bello e più importante perché si sta ultimando il percorso diocesano della canonizzazione. E’ un momento di memoria e di impegno che ci fa essere tutti quanti depositari di questo patrimonio”.

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