"Fiumi di cocaina dalla Spagna", condanne per quasi 80 anni di carcere

La "roba" sarebbe arrivata per rifornire i litorali di Marsala e Agrigento

(foto ARCHIVIO)

Quasi ottanta anni di carcere sono stati inflitti a sette persone, tra cui due spagnoli, coinvolte, il 24 gennaio 2017, nell’operazione antidroga della Dda e della Guardia di finanza di Palermo "Borasco". Otto furono gli arresti, tra Marsala, Isola delle Femmine, Frascati e Agrigento, per traffico di cocaina tra la Spagna e la Sicilia. Anche se il gup di Palermo Marcella Ferrara, nella sentenza ha escluso, come già il Riesame, l’aggravante del traffico internazionale di droga, condannando gli imputati per detenzione e spaccio. E le pene sono state piuttosto pesanti. Soprattutto se si considera che il rito abbreviato prevede lo sconto di un terzo di pena.

Quella più severa, 18 anni di carcere, è stata inflitta - secondo quanto riporta il Giornale di Sicilia - al 58enne pregiudicato marsalese Pietro Maniscalco, considerato dagli inquirenti (pm Gery Ferrara) uno dei promotori e degli organizzatori dell’illegale traffico insieme allo spagnolo Alonso Gerardo Olarte, di 54 anni, condannato a 16 anni di reclusione. Dodici anni e 30 mila euro di multa, invece, sono stati inflitti allo spagnolo Santiago Gonzales Rodriquez, 46 anni, ex appartenente alla Guardia Civil. I due spagnoli si occupavano di far arrivare la droga in Italia. Dalle indagini delle Fiamme Gialle sono, poi, emersi "elementi di responsabilità" a carico di altri soggetti a vario titolo coinvolti nel traffico di stupefacenti: il marsalese Vincenzo Crimi, di 57 anni, e Antonello Cola, di 47, di Frascati, anche loro, lo scorso anno, rinchiusi in carcere come Pietro Maniscalco e Vito Chirco, 56 anni, anche lui marsalese, mentre ai domiciliari fu posta Marisa Spatola, palermitana, di 49 anni, moglie di Maniscalco. Anche loro sono stati condannati. Dieci anni per Chirco, otto anni e 9 mesi per la Spatola, otto anni per Crimi e sei anni e 30 mila euro di multa per Cola. Secondo le Fiamme Gialle, fiumi di cocaina (nel corso delle indagini sequestrati oltre 6 chilogrammi di «polvere bianca») sarebbero arrivati dalla Spagna per rifornire in Sicilia occidentale chi ama sniffare nelle residenze estive in riva al mare o al largo su un motoscafo. La droga, tra il 2014 e il 2015, sarebbe arrivata dalla penisola iberica per rifornire i litorali di Marsala e Agrigento. La base dell’organizzazione di narcotrafficanti sarebbe stata proprio nella città lilybetana. Al vertice, secondo l’accusa, una vecchia conoscenza di forze dell’ordine e magistratura di Capo Boeo: Pietro Maniscalco, ritenuto vicino agli ambienti della criminalità organizzata e già con diverse condanne sempre per fatti di droga.

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