Coronavirus, primo caso in provincia: positivo al tampone un medico di Sciacca, campione inviato allo Spallanzani

Alle 22,12 la paziente risulta essere in fase di trasferimento dal "Giovanni Paolo II" a Malattie infettive del "Sant'Elia" di Caltanissetta. Il direttore sanitario dell'Asp: "Test per tutti coloro che hanno avuto stretti contatti"

(foto ARCHIVIO)

Primo caso di Coronavirus in provincia di Agrigento. C'è un medico - una donna di 48 anni - dell'ospedale "Giovanni Paolo II" di Sciacca ad essere risultato positivo al tampone. La conferma è arrivata dai laboratori di Palermo dove il campione rino-faringeo era stato inviato. Ma lo stesso identico campione, risultato appunto positivo, è stato già inviato all'istituto Spallanzani di Roma. "Fino a quando non arriverà la conferma non siamo nelle condizioni di poter dire che ci sia, con certezza, un caso positivo o meno" - ha detto, in serata, il direttore sanitario dell'Asp1 di Agrigento: Gaetano Mancuso - .

La paziente - alle ore 19 circa -  risultava essere, in isolamento, ancora all'ospedale di Sciacca. "Se sta male dovrà essere portata a Malattie infettive" - ha sottolineato il direttore sanitario - . Reparto che, questa provincia, nella sua interezza, non ha.

Alle ore 22,12, la paziente risultava essere in fase di trasferimento da Sciacca verso il reparto di Malattie infettive dell'ospedale "Sant'Elia" di Caltanissetta.   

All'ospedale di Sciacca sono stati eseguiti - ma anche in serata se ne stavano facendo altri - i tamponi per le persone che sarebbero venute a contatto col medico. Alcuni operatori sanitari sono stati collocati sotto sorveglianza sanitaria domiciliare. "Il tampone si fa a tutti coloro che hanno avuto contatti stretti con la paziente, ci stiamo comportando esattamente secondo le linee ministeriali e regionali dettate in proposito" - ha aggiunto il direttore sanitario dell'Asp di Agrigento - . 

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Il medico - una donna - a quanto pare avrebbe soggiornato nel Bergamasco per qualche giorno, nell’area attigua alla cosiddetta “zona rossa” dove verosimilmente avrebbe contratto il virus. 

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Al "Giovanni Paolo II", intanto, sono state messe in atto tutte le procedure previste dal protocollo nazionale: sono state, per intanto, sigillate diverse stanze dell'ospedale fra cui la Radiologia. E' stato effettuato un intervento urgente di disinfezione. Non risulterebbero reparti interdetti. 

Il sindaco di Sciacca, Francesco Valenti, in contatto con l'Asp e la Prefettura di Agrigento, ha convocato il "Coc" per fare il punto della situazione. “Abbiamo appreso – dice il sindaco Valenti – che si tratta di una dipendente dell’ospedale e che verosimilmente il contagio non è avvenuto a Sciacca ma in un’altra città siciliana. L’autorità sanitaria ha subito attivato tutti i protocolli sanitari previsti. Al momento si tratta di un caso isolato. Si ribadiscono tutte le raccomandazioni dei giorni scorsi di prevenzione sanitaria, seguendo il decalogo del ministero della Salute e le norme degli ultimi provvedimenti del presidente del Consiglio dei Ministri. Si consiglia, in particolare, di curare l’igiene e di evitare luoghi affollati; per quanto riguarda le persone anziane e gli immunodepressi il consiglio è quello di rimanere a casa. Il centro operativo comunale è stato attivato, in via precauzionale lo scorso 26 febbraio per l’emergenza Covid-19, alla presenza dei dirigenti comunali e dei rappresentanti dell’Asp e della Croce Rossa Italiana. Il Coc esamina la situazione e assume eventualmente tutti i provvedimenti che si ritengono necessari per la salvaguardia della salute pubblica".

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Fonti dell'assessorato regionale alla Sanità fanno sapere che sono in corso gli accertamenti di natura epidemiologica sul caso di sospetta positività al  Coronavirus emerso a Sciacca. Si tratta di un dirigente medico che, come in altri casi finora rilevati in Sicilia, avrebbe avuto contatti con le zone di focolaio d'origine. Dall'assessorato viene sottolineato che si applicano, come per tutti i casi analoghi, le linee guida diffuse dal ministero della Salute.

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