"Pizzo sulla busta paga", slitta la decisione sul patteggiamento di La Gaipa

Accordo raggiunto fra la procura e la difesa del primo dei non eletti all'Ars ma il giudice rinvia il verdetto

Fabrizio La Gaipa

La difesa, dopo un iniziale tentativo di chiarimento dei fatti, vuole chiudere il conto con il patteggiamento della pena. La Procura ha dato il consenso ma le vittime hanno fatto sapere, anche con interventi pubblici, che la proposta risarcitoria non li soddisfa. A decidere sul caso dell’imprenditore agrigentino Fabrizio La Gaipa, 42 anni, titolare dell’albergo Costazzurra e primo dei non eletti all’Ars col Movimento Cinque stelle alle elezioni regionali, arrestato per estorsione ai dipendenti del suo locale, sarà il gip Alessandra Vella. Il caso doveva essere esaminato ieri mattina ma il giudice ha deciso un rinvio di due settimane per esaminare meglio la questione.

Una delle vittime non accetta il risarcimento: "E' solo un acconto"

Oltre a Fabrizio La Gaipa, finito agli arresti domiciliari il 14 novembre, si dovrà discutere la posizione del fratello Salvatore, di quattro anni più grande, destinatario di un divieto di dimora ad Agrigento e coinvolto in misura minore perché si sarebbe occupato marginalmente della gestione del personale. In questa fase non ci sono margini: o il gip ratifica il patteggiamento o, qualora non dovesse ritenere congrua la pena, lo rigetta. L’accordo processuale fra i difensori, gli avvocati Diego Galluzzo e Calogero Petix, e il pubblico ministero Gloria Andreoli prevede per Fabrizio La Gaipa la condanna a due anni di reclusione; un anno e otto mesi per il fratello.

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Per entrambi, trattandosi di una pena che non supera il tetto dei due anni, è prevista la sospensione condizionale. I La Gaipa, nei giorni successivi alla conferma dell’ordinanza cautelare da parte del tribunale del riesame, hanno prima fatto marcia indietro rispetto alla tesi difensiva iniziale (“ci restituivano solo gli acconti, siamo vittime di un complotto del Movimento cinque stelle”) e hanno confessato tutto. Un’altra attenuante concessa, oltre alla collaborazione, è stata il risarcimento dei danni ai dipendenti. Ma è proprio su questo punto, decisivo ai fini del calcolo della condanna (sopra i due anni non ci può essere sospensione e la pena va eseguita) che gli accusatori di La Gaipa hanno fatto sapere di non ritenersi soddisfatti. 

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