"Non ha proseguito le demolizioni", nuovo avviso di conclusione delle indagini

Il Gup Francesco Provenzano, dopo la notifica del nuovo provvedimento da parte del Pm Gloria Andreoli, ha disposto un rinvio dell’udienza preliminare al 4 ottobre

Il sindaco Stefano Castellino

Prima i nuovi atti e la modifica del capo di imputazione, infine il nuovo avviso di conclusione delle indagini che precisa meglio alcuni aspetti ma non cambia la sostanza: alla luce delle nuove contestazioni, intanto, slitta ancora il processo a carico del sindaco di Palma di Montechiaro Stefano Castellino, accusato di avere bloccato le demolizioni per averne, in cambio, un consenso elettorale.

Il gup Francesco Provenzano, dopo la notifica del nuovo provvedimento da parte del pm Gloria Andreoli, ha disposto un rinvio dell’udienza preliminare al 4 ottobre per consentire ai difensori, gli avvocati Santo Lucia e Vincenzo Alesci, di visionare i nuovi atti e decidere una strategia processuale.

Si aggrava la posizione del sindaco Castellino 

Castellino aveva chiesto di essere sentito e, salvo ripensamenti, lo farà anche dopo la formulazione dei nuovi capi di imputazione. L’amministratore è accusato di falso ideologico, abuso di ufficio e rifiuto di atti di ufficio. Secondo i pm imporre lo stop alle ruspe sarebbe stato un gesto illegittimo, in violazione di legge e dettato da esclusive finalità elettorali. Castellino, invece, rivendica la sua autonomia nel decidere i criteri di demolizione e le priorità nell’utilizzo delle somme in bilancio.

Castellino chiede di essere sentito: udienza rinviata 

La Procura, in sostanza, ritiene che la decisione di bloccare le ruspe abbia configurato un vero e proprio abuso in quanto l’atto, ritenuto illegittimo e adottato “a fini elettorali”, avrebbe provocato un ingiusto vantaggio patrimoniale ai proprietari degli immobili che andavano abbattuti perché abusivi sulla base di una sentenza definitiva che aveva imposto la “riduzione in pristino” dei luoghi. 

Castellino davanti al Gup 

Il collegio difensivo del sindaco Castellino - composto dai legali Santo Lucia e Vincenzo Alesci - ritiene "che la nuova contestazione, la seconda integrazione di documenti, sia indice della precarità delle indagini che hanno portato all'esercizio dell'azione penale. Castellino - sostengono i legali - ribadisce di essere pronto a rendere interrogatorio e a dimostrare documentalmente l'assoluta inesistenza dei capi d'imputazione. Per la seconda volta, la Procura decide di rinviare per presentare nuova documentazione. Perché non è stata prodotta precedentemente?". 

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