Procura chiede il giudizio per il nuovo general manager, nubi nere sull'Asp

I deputati del Movimento 5 Stelle si scagliano contro la possibile individuazione di Gaetano Mancuso come direttore sanitario

L'ingresso dell'azienda sanitaria provinciale

Nubi molto molto nere si addensano sulla sanità agrigentina. Se nella giornata di ieri il direttore sanitario dell’Asp di Agrigento, Silvio Lo Bosco, è stato nominato manager provvisorio dell’azienda in attesa dell’insediamento del successore di Gervasio Venuti, ci sono vicende extra-nomine che "scaldano" il dibattito.

Venuti lascia l'Asp, subentra (ad interim) Lo Bosco

Nella giornata di ieri, infatti, mentre Lo Bosco e Venuti si mettevano in posa per le foto di rito del passaggio di consegne, da Catania arrivava una notizia non da poco. La Procura di Catania ha infatti chiesto il rinvio a giudizio per abuso d’ufficio dell’ex direttore generale dell’ospedale Garibaldi, Giorgio Santonocito, adesso nuovo manager dell’Asp di Agrigento. Al centro della vicenda giudiziaria c’è un incarico da 40 mila euro conferito nel 2015 e prorogato nel 2016 come medico esterno alla dottoressa, ed ex assessore allo sport della Giunta Bianco, Valentina Scialfa, che non è indagata. L’udienza preliminare si terrà il prossimo 13 febbraio davanti al Gup Maria Ivana Cardillo. Per la proroga dell’incarico sono imputati anche l’allora direttore amministrativo Giovanni Annino, l’allora direttore sanitario Anna Rita Mattaliano, e l’allora dirigente del settore Affari generali Gaetana Bonanno.

Giorgio Santonocito nuovo manager dell'Asp di Agrigento

Ma non è tutto qui, perché altra legna sul fuoco arriva dai deputati del Movimento 5 Stelle Giovanni Di Caro e Matteo Mangiacavallo, i quali chiedono al governo Musumeci che si scongiuri l’ipotesi di una nomina di Gaetano Mancuso a capo della direzione sanitaria dell’Asp di Agrigento. “L’assessore Razza – dicono - valuti le circostanze giuridico formali, facilmente riscontrabili anche da diversi articoli di stampa, che vedrebbero coinvolto il dottor Mancuso e proceda ad un’attenta valutazione sull'opportunità del conferimento dell’incarico. Sembra - spiegano i deputati - che il giovane assessore di Musumeci si appresti a nominare quale dirigente sanitario, un soggetto sottoposto a processo per la vicenda relativa agli incontri in carcere, non autorizzati, con l’ex presidente della Regione Totò Cuffaro, quando l’ex governatore della Sicilia scontava la sua pena per favoreggiamento aggravato alla mafia. L’inchiesta sui colloqui in cella e le presunte irregolarità degli ingressi a Rebibbia - spiegano ancora i deputati - nascerebbe da un’altra più ampia indagine relativa alla realizzazione dei termovalorizzatori siciliani e alla paventata turbativa d’asta per l’esecuzione degli impianti per il trattamento dei rifiuti. Risulta peraltro – aggiungono i deputati - sempre da articoli di stampa che gli obiettivi ottenuti da Mancuso nella gestione del distretto sanitario di Casteltermini non sarebbero per nulla in linea con i parametri di una gestione che porta a risultati ottimali. L’assessore Razza - concludono i deputati - faccia le nomine sulla base dei reali successi curriculari dei soggetti chiamati a svolgere posizioni apicali e non sulla base della loro appartenenza politica”.

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