L'inchiesta sull'ex assessore di Naro, indagato anche il sindaco

Notificato l'avviso di conclusione delle indagini, le pressioni all'imprenditore non c'entrano: il primo cittadino avrebbe utilizzato un operaio del Comune per pulire la propria casa dal fango 

Il sindaco di naro Calogero Cremona

Anche il sindaco di Naro, Calogero Cremona, è indagato nell'ambito dell'inchiesta che fatto finire nei giorni scorsi agli arresti domiciliari l'assessore Francesco Lisinicchia, accusato di avere fatto pressioni indebite nei confronti di un imprenditore per costringerlo a stipulare un contratto con un istituto di vigilanza del quale è dipendente oltre che responsabile di zona. Il gip Alessandra Vella, in considerazione del fatto che lo stesso Cremona gli aveva revocato da alcuni giorni la delega assessoriale, ieri mattina ha sostituito la misura degli arresti domiciliari con l'obbligo di firma per tre volte alla settimana.  

"Ha fatto pressioni su un imprenditore", arrestato ex assessore

La vicenda, però, è del tutto diversa e nulla c'entra con quella che ha visto coinvolto Lisinicchia, tornato libero dopo l'interrogatorio. Le contestazioni, mosse dal procuratore aggiunto Salvatore Vella e dal pubblico ministero Chiara Bisso, sono del tutto diverse. In particolare gli si contesta di avere ordinato a un operaio di rimuovere il fango che si era accumulato nella sua casa di campagna in seguito al nubifragio. Lo stesso operaio, Antonino Cristi, 48 anni, dipendente dell'azienda che si occupava di nettezza urbana per conto del Comune, è indagato per peculato. L'episodio sarebbe avvenuto lo scorso 24 ottobre.

L'imprenditore: "Mi parlò di un capomafia"

A Cremona, inoltre, si contesta di avere di avere fatto sostituire a spese del Comune la ruota di un bobcat, di proprietà dell'ente, che si era danneggiata durante le operazioni di pulizia. La vicenda è stata scoperta nelle pieghe dell'attività investigativa dei carabinieri, coordinati dal capitano Francesco Lucarelli, che poi ha portato all'arresto dell'assessore.

Per tutti, nelle scorse ore, è stato notificato l'avviso di conclusione delle indagini preliminari. I difensori (Lisinicchia ha nominato gli avvocati Diego Giarratana e Antonio Panico, il sindaco e l'operaio non hanno ancora scelto il proprio legale) avranno adesso venti giorni di tempo per tentare di convincere i pm, attraverso memorie o sollecitando altre indagini, a non chiedere il rinvio a giudizio. 

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