L'arresto dell'ex assessore di Naro, l'imprenditore: "Mi parlò di un capo mafia"

Il Gip: "Le operazioni di intercettazione telefonica ed ambientale riscontravano il contenuto e il metodo intimidatorio, allusivo di coperture politiche e mafiose certamente finalizzato ad indurre la controparte alla stipula del contratto"

L’ex assessore Francesco Lisinicchia

L’ormai ex assessore, Francesco Lisinicchia, per rendere più convincenti le pressioni, avrebbe fatto capire all'imprenditore Giuseppe Romano, titolare della "Roma costruzioni", che stipulare il contratto con la società di vigilanza per la quale lui stesso lavorava sarebbe stata l’unica soluzione per stare tranquillo. E mette in mezzo, arbitrariamente, il vecchio boss tornato libero dopo avere scontato una condanna per associazione mafiosa. Bastava, però, stipulare quel contratto per stare tranquilli.

IL VIDEO. Imprenditore-coraggio denuncia e scatta l'inchiesta che ha portato all'arresto 

"Durante il colloquio che ho avuto con l’assessore Francesco Lisinicchia, il 26 ottobre, mi disse che una villetta che si vedeva in alto alla distanza di circa 300 metri apparteneva ad uno dei due capi famiglia mafiosi di Naro, tale Carmelo Vellini". Queste le dichiarazioni dell’imprenditore Giuseppe Romano, che ha denunciato e fatto arrestare il consigliere comunale, nonché assessore dimissionario, con l’accusa di avere fatto delle pressioni per obbligarlo a stipulare un contratto di vigilanza con una società palermitana, di cui lo stesso Lisinicchia era responsabile di zona. "Lisinicchia - rivela la presunta vittima - sosteneva che Vellini fosse comunque sovraordinato all'altra famiglia. Io ad essere sincero mi preoccupai per questa informazione perché compresi che questo capo mafia si trovava ad una breve distanza dal sito in cui verranno depositate tutte le nostre attrezzature".

La Procura: "Millantava la possibilità di stoppare eventuali richieste delle famiglie mafiose"

"Le operazioni di intercettazione telefonica ed ambientale, - sottolinea il gip Alessandra Vella che ha emesso il provvedimento su richiesta del procuratore aggiunto Salvatore Vella e del pm Chiara Bisso - riscontravano il contenuto ed il metodo intimidatorio, allusivo di coperture politiche e mafiose certamente finalizzato ad indurre la controparte alla stipula del contratto di cui si discute".

"Ha tentato di favorire un istituto di vigilanza privata", arrestato ex assessore 

"Allora - dice Lisinicchia - il contratto consiste in una vigilanza del cantiere.. per me lo passono fare a scadenza annuale.. diamo visibilità all'azienda, che è molto vicina politicamente all'amministrazione ... Io sono qua ..tu si un uomo di mondo. Si spertu. Ha I'occhiu svegliu e nun c'è bisognu ca ti dicu nenti...".  Romano replica: “Quindi noi facciamo sto contratto ed io devo avere, come dire, una serenità ...".

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Lisinicchia, che ha nominato come difensori gli avvocati Antonio Panico e Diego Giarratana, martedì comparirà davanti al gip per l’interrogatorio di garanzia. 

IL VIDEO. "Velate minacce per ottenere il servizio di guardanìa", scatta l'arresto 

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