L'informativa antimafia blocca un finanziamento, ministero deve risarcimento danni

L'imprenditore ventinovenne era stato costretto ad un periodo di inattività di oltre un anno. Il Tar ha ordinato alle amministrazioni di pagare entro 60 giorni e ha nominando - quale commissario ad acta per l’ipotesi di ulteriore inadempienza - il segretario generale della Presidenza del Consiglio

Chiede un finanziamento, attraverso il "pacchetto giovani", per un primo insediamento di una impresa agricola. L'assessorato regionale delle Risorse agricole, approvando la graduatoria, ha dichiarato ammissibile l'istanza presentata dall'imprenditore ventinovenne di Favara. Con successivo decreto l’amministrazione regionale disponeva dunque la concessione del contributo. Ad un certo punto però l'ispettorato provinciale dell’Agricoltura di Agrigento ha comunicato l’avvio del procedimento di revoca sulla base delle informazioni antimafia fornite dalla Prefettura di Agrigento. Informativa fondata esclusivamente - ricostruisce l'avvocato Girolamo Rubino - su presunti lontani legami parentali tra l’imprenditore e alcuni soggetti controindicati. Nonostante la "memoria procedimentale", l’assessorato regionale disponeva la revoca del finanziamento. 

Il giovane ha presentato un ricorso straordinario al presidente della Repubblica, con il patrocinio dell’avvocato Girolamo Rubino, per l’annullamento dell’informativa prefettizia e della revoca del finanziamento. Il ricorso straordinario, su parere favorevole del Consiglio di Stato, venne accolto e dunque i provvedimenti impugnati furono annullati.

In tutto questo, per oltre un anno, il ventinovenne imprenditore di Favara è stato costretto ad un periodo di inattività. L'imprenditore ha dunque fatto ricorso al Tar Sicilia, sempre con il patrocinio dell’avvocato Rubino, per chiedere il risarcimento dei danni subiti. E il tribunale amministrativo regionale ha condannato le amministrazioni al risarcimento del danno da mancato guadagno, oltre al pagamento delle spese giudiziali. Ma le amministrazioni non hanno eseguito la sentenza di condanna. Ecco, dunque, la decisione dell’imprenditore di proporre un ricorso per ottemperanza, sempre con il patrocinio dell’avvocato Rubino, chiedendo la nomina di un commissario ad acta. La sezione prima del Tar  Sicilia ha accolto anche questo ricorso ordinando alle amministrazioni di pagare il risarcimento dei danni entro 60 giorni e nominando - quale commissario ad acta per l’ipotesi di ulteriore inadempienza - il segretario generale della Presidenza del Consiglio.

Se l’imprenditore favarese non verrà risarcito entro sessanta giorni, interverrà dunque, in via sostitutiva, il commissario ad acta che pagherà anche una penale per ogni ulteriore ritardo. 

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