"False associazioni di volontariato", prime conferme dei sequestri

Il tribunale del riesame ha rigettato la richiesta di restituzione dei beni di una delle responsabili della Trinacria

Prime conferme da parte del tribunale del riesame dei sequestri disposti dal gip nell’ambito dell’inchiesta sulle false associazioni di volontariato, in realtà ritenute vere e proprie attività commerciali e imprenditoriali, messe in piedi con la finalità di ottenere consistenti contributi pubblici nonchè simulare assunzioni, licenziamenti, disoccupazioni e acquisti di vario materiale.

I difensori degli indagati ai quali sono stati sequestrati i beni (fra gli altri gli avvocati Leonardo Marino, Basilio Vella, Roberta Russo e Giovanni Salvaggio) hanno chiesto, nei giorni scorsi, in udienza, ai giudici di annullare il provvedimento del gip Alessandra Vella che, peraltro, ha accolto solo in parte la richiesta del pubblico ministero Chiara Bisso che aveva proposto pure arresti e misure cautelari per gli indagati.

Il giudice, in considerazione del fatto che le associazioni al centro dell'indagine (Avios, Pic, Trinacria Onlus, Croce Azzurra ligure, Croce Azzurra Canova e Croce Italia) non sono più operative e non hanno convenzioni con Aziende sanitarie, aveva ritenuto che non vi fossero elementi per ritenere attuali le esigenze cautelari. Al tempo stesso è stato disposto, però, il sequestro dei beni (titoli finanziari, terreni e appartamenti), per un ammontare di circa 3 milioni di euro, degli indagati.

Adesso il riesame, pronunciandosi sul ricorso della castelterminese Gessica Valentina Faraone, ha deciso di confermare il sequestro dei beni dell’indagata, ritenuta una delle responsabili della Trinacria Onlus. Nei prossimi giorni saranno depositati gli esiti degli altri ricorsi. 

Le accuse contestate sono di associazione a delinquere finalizzata a truffe, reati fiscali, riciclaggio e autoriciclaggio oltre che falso, truffa e corruzione. L'indagine è stata avviata nel 2014 dalla Guardia di Finanza. 
 

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