Cattedrale, i lavori non sono finiti: Sovrintendenza trova le ditte per i restauri

Accertata la manifestazione di interesse di ben 49 imprese, ne sono state sorteggiate 15: sono quelle che verranno invitate alla gara d’appalto che ha un importo complessivo di 144.879 euro

“I lavori non sono finiti”. Lo ha detto, chiaramente, l’arcivescovo di Agrigento: il cardinale Francesco Montenegro, durante la serata di venerdì al momento della riapertura della cattedrale. La Sovrintendenza, dopo aver invitato diverse imprese, accertando la manifestazione di interesse di ben 49 ditte, ne ha sorteggiate 15: sono quelle che verranno invitate alla gara d’appalto – che ha un importo complessivo di 144.879 euro – per realizzare le “opere di presidio, puntellamento, protezione e interventi conservativi post smontaggio di manutenzione e messa in sicurezza delle superfici plastiche, lapidee e architettoniche dei monumenti, cappelle, transetto e apparati plastici della navata settentrionale". Opere di presidio e manutenzione che si rendono necessarie anche dopo lo smontaggio di tutti i tubi innocenti e dei puntelli.

Riapertura della cattedrale, in tanti a "caccia" di meriti ... serve gioco di squadra però per il colle "malato"

La Sovrintendenza, per realizzare questi lavori interni – che permetteranno, appunto, di recuperare tutto il patrimonio della cattedrale di San Gerlando - ha ottenuto, dall’assessorato regionale ai Beni culturali, un finanziamento di circa 200 mila euro. Saranno interessate alcune delle cappelle più importanti e soprattutto la parte della chiesa Madre interessata ai fenomeni di dissesto idrogeologico. Interventi di protezione verranno dunque fatti alle cappelle del Redentore, De Marinis, del Santissimo, oltre che all’abside Nord e all’abside maggiore dove si trova il maestoso organo della chiesa Madre.

Saranno necessari altri 190 mila euro per i restauri 

Una parte delle opere saranno smontate per poter essere restaurate in una fase successiva, ma la parte portante della progettazione è dedicata appunto alla riduzione del rischio provocato da eventuali “scossoni” della struttura. 

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