"Addetto alle buste paga si gonfiò stipendio per 5 anni", condannato funzionario Iacp

La Cassazione riconosce la colpevolezza per truffa di Maurizio Guercio, 61 anni, ma la pena dovrà essere quantificata in Corte di appello

Maurizio Guercio

Funzionario addetto all’elaborazione delle buste paga del personale ne approfittò per “gonfiarsi” il proprio stipendio per quasi cinque anni e portare a casa oltre 125mila euro in più: la Cassazione ha messo il primo punto fermo nel processo che ha visto imputato Maurizio Guercio, 61 anni, di Agrigento, dipendente dell’Istituto autonomo case popolari.

I giudici della Suprema Corte, ai quali si è rivolto il difensore, l’avvocato Olindo Di Francesco, hanno riqualificato l’accusa di peculato in quella di truffa e hanno dichiarato la prescrizione delle condotte fino al 2012: la pena di due anni e 10 mesi di reclusione (già ridotta di due mesi rispetto al primo grado di giudizio) dovrà essere rideterminata in un nuovo processo in Corte di appello. Guercio, accusato anche di falso, dal gennaio del 2009 al settembre del 2013, riuscì a gonfiarsi lo stipendio attraverso la falsificazione dei prospetti delle buste paga visto che il suo incarico all’Istituto delle case popolari, in cui lavorava come “titolare di posizione organizzativa” (un gradino sotto la dirigenza), consisteva proprio in questo. Ad accorgersi che qualcosa non andava fu l’allora direttore generale dell’Iacp Ulisse Sajeva che chiese dei chiarimenti al dirigente del Servizio finanziario Amelia Sortino che dispose degli accertamenti interni.

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