"Immobile venduto con un'ipoteca", assolti tre fratelli imprenditori

Non ci fu truffa secondo il giudice, scagionati i fratelli Mario ed Ettore Li Causi e Sergio Li Causi

Assoluzione perché il fatto non sussiste: questa la decisione del giudice monocratico del tribunale di Agrigento, Micaela Raimondo, che ha scagionato tre noti imprenditori dall'accusa di truffa nei confronti di due coniugi ai quali avrebbero venduto una casa sulla quale pendeva un’ipoteca nascosta al momento della cessione.

Si tratta dei fratelli Mario ed Ettore Li Causi, 75 e 79 anni e Sergio Li Causi, 48 anni, figlio di Ettore, fra i più noti costruttori agrigentini degli ultimi venti anni, due dei quali (padre e figlio) alla ribalta anche per avere, di recente, denunciato i loro estorsori. La vicenda, piuttosto articolata e complessa, risale a venti anni fa e si incrocia con un contenzioso civilistico fra le parti. Le presunte vittime del raggiro sono l’ex consigliere comunale Carmela Vaiana e il marito Giuseppe Asaro.

I due coniugi, nel 1995, avrebbero acquistato, per un prezzo di 255 milioni di lire, un immobile nei pressi del Quadrivio Spinasanta. Il preliminare di vendita fu sottoscritto l’8 febbraio del 1995 e risultava “privo di gravame ipotecario”. Questa circostanza, secondo l’ipotesi accusatoria che non ha trovato un riscontro nel dibattimento, appena concluso con l’assoluzione, avrebbe costituito i cosiddetti “artifizi e raggiri” che stanno alla base della truffa.

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Il problema fu scoperto solo nel 2009, quando i coniugi si vedono notificare un atto di pignoramento da parte della società che aveva il credito con i Li Causi e, di fatto, perdono l’appartamento. Il pubblico ministero aveva creduto alle loro tesi chiedendo la condanna dei due fratelli a 9 mesi di reclusione e del più giovane dei tre imputati a 6 mesi. Non si conoscono ancora le motivazioni della decisione del giudice che, evidentemente, ha ritenuto irrilevante la questione sul piano penale ritenendo forse che si sia trattato di una semplice questione civilistica.

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